Works è un evento multidisciplinare, con approfondimenti sull’attualità attraverso la letteratura, l’economia, la sociologia e diverse espressioni artistiche, dalla musica, al teatro, all’artigianato, al fumetto.
Il programma prevede numerose occasioni di incontro, due mostre nei palazzi storici di Vittorio Veneto, un concerto, una proiezione di film e uno spettacolo teatrale. Fra gli ospiti di questa ricca edizione troviamo il famoso scienziato e indagatore del rapporto fra scienza e spiritualità Federico Faggin; il cantautore ed attore Pierpaolo Capovilla; il celeberrimo fumettista Altan; e molti altri ospiti di eccellenza.
Quest’anno un ruolo centrale rivestirà la collaborazione scientifica con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che curerà in particolare la giornata di venerdì 8 maggio e che garantirà la giusta proiezione nazionale all’intera kermesse.
Le mostre
L’avvio di Works è previsto per giovedì 30 Aprile, alle ore 18.00, presso la Galleria Civica Vittorio Emanuele II, con l’inaugurazione della mostra "Comics. Quando i fumetti conquistarono il mondo. Sunday Pages 1897-1950", organizzata da Kellermann, con il curatore Silvano Mezzavilla, giornalista, storico del fumetto e sceneggiatore, e con la presenza del celebre illustratore Francesco Tullio Altan.
Un viaggio visivo senza precedenti che attraversa oltre mezzo secolo di storia (1897-1950) tramite più di 60 Sunday Pages originali: le leggendarie pagine di supplementi domenicali di quotidiani americani in cui il fumetto partì, prima per affermarsi in ogni angolo degli Stati Uniti, poi per conquistare il mondo e plasmare l’immaginario collettivo. L’esposizione è un’immersione estetica in un’epoca di sperimentazione frenetica. Molte delle Sunday Pages esposte sono ultra centenarie, miracolosamente conservate con i loro colori vibranti e i formati giganti tipici dei quotidiani americani dell'epoca. Il percorso espositivo mette a confronto le icone che hanno fatto la storia; da Yellow Kid, abitante in un miserabile quartiere di New York, a Flash Gordon, che freccia verso avventure spaziali, dall’anarchia di Buster Brown alla comicità domestica di Blondie, fino all’energia travolgente di Popeye e all’avventura epica di Terry and the Pirates. Il pubblico, inoltre, potrà scoprire personaggi quasi sconosciuti Italia ma fondamentali per la storia del medium, come l'esilarante The Timid Soul, le scorribande di Slim Jim and the Force, la seducente Cam O'Flage, protagonista di Somebody's Stenog. Le pagine esposte sono di testate che hanno fatto la storia del giornalismo mondiale – come The World, The New York Herald, Oakland Tribune, St. Louis Republic, The Sab Francisco Examiner – testimoniando una diffusione capillare e una popolarità che non conosceva confini sociali.
“COMICS, quando i fumetti conquistarono il mondo” è dunque un evento imperdibile per chiunque voglia scoprire come la narrazione con vignette in sequenza abbia conquistato il mondo, trasformandosi nella nona arte.
La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno con i seguenti orari: venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10-12 e 15-17 (fino al 31 maggio), ore 10-12 e 16-18 (dal 1° giugno), oppure su prenotazione; biglietti d'ingresso (per Collezione permanente e mostra temporanea): Intero € 5, Ridotto € 3, Ridotto residenti € 1 (www.galleriavittorio.it).
Il giorno successivo, venerdì 1 Maggio, Festa dei Lavoratori, verrà inaugurata "Animo, Cipputi!", la seconda grande mostra del festival, organizzata sempre da Kellermann e curata da Cosimo Torlo con Solares Fondazione delle Arti. Il programma prevede alle ore 10.30 l’incontro con l’autore Altan presso il Museo del Cenedese: a seguire, il taglio del nastro a Palazzo Todesco, previsto per le ore 11.30.
Nell’ambito di WORKS, proporre una mostra del celebre operaio Cipputi, personaggio dei fumetti creato da Altan, significa percorrere un cammino a ritroso fino agli anni ‘70 del Novecento, quando il lavoro era ancora sinonimo di fabbrica, di movimenti operai, di contrapposizione fra tute blu e colletti bianchi. È guardare l’evoluzione delle condizioni di lavoro, toccando anche il senso del collettivo, delle urgenze civili, della rappresentanza politica, del cambiamento sociale; fino al lavoro di oggi, con le vignette dedicate al precariato, alle nuove occupazioni non protette, al lavoro sommerso. Il medium è il disegno, la caricatura, il fumetto, di cui Altan è figura di primo piano. Con uno sguardo laterale è possibile anche cogliere le sfumature del lavoro dell’arte e della sua applicazione come satira politica avente come supporto il giornale quotidiano o il settimanale, che forse oggi, se li pensiamo solo come oggetti cartacei, sembrano diventati un retaggio del passato.
La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno con i seguenti orari: sabato e domenica ore 10-13 e 16-19; biglietti d'ingresso: Intero € 5, Ridotto € 3, Ridotto residenti € 1 (www.worksfestival.it).
Il programma dal 3 al 7 maggio
Dal 3 al 7 maggio sono previsti numerosi incontri mattutini e serali di avvicinamento al weekend conclusivo del Festival.
Domenica 3 Maggio 2026, alle ore 20.30, presso la sala Convegni della Biblioteca Civica di Vittorio Veneto, Alberto Camerotto, docente di Lingua e Letteratura Greca Università Ca’ Foscari di Venezia e Marcella Farioli, grecista presso l’Université Paris Est-Créteil, parleranno di “Prometeo e Pandora. Il lavoro degli uomini e il lavoro delle donne”.
Prometeo dona agli uomini il fuoco, è l'inizio della storia, è dal fuoco che nasce il lavoro e l'arte che trasformano il mondo e la vita dei mortali. Ma il dono del fuoco potrebbe essere un errore. In effetti, che ci sia un errore, anche piuttosto grave, è un'idea che avvertiamo già in Esiodo. Ma poi la ritroviamo ovunque, nella tragedia di Eschilo, nella commedia, nelle favole di Esopo, nella satira di Luciano. Il dubbio sul suo operato e su quello che fanno gli uomini c'è fin dall'inizio e rimane per sempre. Motivo di preoccupazione e di orgoglio, intorno alla nostra storia e al nostro lavoro quotidiano.
Gli autori della Grecia antica hanno cancellato dai loro scritti il lavoro delle donne; gli storici dell'antichità per lungo tempo hanno fatto lo stesso, descrivendo un universo di donne oziose o dedite alla casa, relegate nelle loro stanze. Questa invisibilizzazione del lavoro domestico ed extra-domestico delle cittadine delle città greche va di pari passo con una progressiva rimozione dello sfruttamento del lavoro delle donne non solo nella storia antica, ma anche nel dibattito attuale sul lavoro femminile. I rapporti di forza tra i sessi vengono spostati nella sfera simbolica, psicologica o culturale. Con quali strumenti di analisi è possibile riattivare un'analisi materialista del lavoro femminile nell'antichità, così come nel mondo contemporaneo? Ce ne parlerà in particolare Marcella Farioli.
Lunedì 4 maggio 2026, sempre alle 20.30 presso la sala Convegni della Biblioteca Civica di Vittorio Veneto, si discuterà di “Leadership nell’era dell’Intelligenza Artificiale: chi guida il futuro?”, con Mario Coletti Managing, Partner Nextatlas, docente AI Università IULM, e Matteo Niccolò Leone,presidente di Next Generation Hub e Co-fondatore di Astra IULM.
L’Intelligenza Artificiale è ormai una realtà che sta riscrivendo le regole del lavoro, dell’istruzione e delle nostre comunità. Questo incontro propone un confronto generazionale sul ruolo dell’IA oggi e nel prossimo futuro, per indagare l'impatto sulla leadership e l'evoluzione dei ruoli all'interno delle aziende e della società. Insieme a Mario Coletti, esperto di trasformazione aziendale e docente IULM con una lunga esperienza internazionale, e Matteo Niccolò Leone, autore e co-fondatore di Astra IULM, realtà premiata da Forbes come miglior associazione universitaria italiana, cercheremo di capire come navigare l'incertezza di questo tempo. Un dialogo aperto per riflettere su come governare il cambiamento tecnologico senza smarrire la nostra bussola umana.
Mercoledì 6 Maggio, alle ore 11.00 presso l’Aula Magna Città della Vittoria, Alessandra Fasol, digital strategist e AI specialist - membro di Economy of Francesco, incontrerà gli studenti dell’Istituto sul tema
“Cosa c'entra con me l'economia?”.
Spesso pensiamo che l’economia sia qualcosa di lontano, fatto di numeri, mercati e decisioni prese da altri. In realtà, riguarda molto più da vicino la nostra vita quotidiana. Partendo dalla sua esperienza in Economy of Francesco, Alessandra Fasol racconterà come sia possibile guardare all’economia in modo diverso, mettendo al centro le persone, le relazioni e il bene comune. Un incontro per scoprire che tutti abbiamo un ruolo attivo nel costruire il mondo di domani e che l’economia non è qualcosa che subiamo, ma qualcosa che possiamo contribuire a cambiare.
Economy of Francesco è un movimento informale e internazionale di economisti, imprenditori, attivisti e promotori di economia sostenibile under 35. Nato il 1 maggio del 2019 a seguito di una lettera aperta di papa Francesco indirizzata ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo, si pone come scopo studiare un nuovo modo di intendere l'economia secondo lo spirito di Francesco d'Assisi.
L’incontro è inteso come un omaggio all’Anno Francescano in corso, corrispondente all’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco.
La sera stessa del 6 maggio, alle 20.30, la sala Convegni Biblioteca Civica, ospiterà l’evento “Sindrome Italia: storia delle nostre badanti, tra teatro e fumetto”, con Tiziana Francesca Vaccaro, autrice e attrice.
Sindrome Italia è il termine medico usato per indicare l’insieme di malattie invalidanti che colpisce le donne dell’Est che condividono una storia precisa: gli anni vissuti come migranti in Italia, lavorando come colf e assistenti familiari, lontane dalle loro famiglie e dai loro figli. Cosa succede a queste donne dopo? Quando ritornano nel loro paese? Che cosa ne è del loro futuro? È realmente come se lo sono immaginato?
In questo incontro, due arti diverse, il teatro e il fumetto, si incontrano per raccontare un fenomeno medico-sociale complesso e stratificato. Tiziana Francesca Vaccaro racconterà com’è iniziato questo lavoro, che ha visto nascere prima lo spettacolo teatrale “Sindrome Italia. O delle vite sospese” e successivamente il graphic novel edito da BeccoGiallo, “Sindrome Italia. Storia delle nostre badanti”, realizzato insieme alla fumettista Elena Mistrello. Il racconto sarà intervallato dalla lettura di alcuni frammenti del testo teatrale.
Giovedì 7 Maggio, nell’ambito della mostra "Comics. Quando i fumetti conquistarono il mondo. Sunday Pages 1897-1950", la Galleria Civica ospiterà l’illustratore Luca Salvagno, colorista di Jacovitti, che nella mattinata incontrerà gli studenti delle scuole e in serata, alle ore 20.30, il pubblico sul tema: “Fare fumetti”. Ingresso libero, su prenotazione (tel: 388 4741241 - mail info.vittorioveneto@aqualab.it, www.galleriavittorio.it). L’evento con Salvagno sarà il primo di una serie di incontri dedicati ad accompagnare l’esposizione presso Galleria Civica.
L’incontro sarà un piccolo e agile viaggio nel mondo dei fumetti, partendo dal loro esordio come Sunday pages alla fine dell'800; ma non sarà solo un racconto storico: Luca Salvagno ci farà entrare nella catena di lavoro propria del fumettista, composta diverse figure professionali quali lo sceneggiatore, il disegnatore, l’inchiostratore, il colorista, l’editore… L'incontro sarà anche un'occasione per confrontare i diversi moduli espressivi propri del fumetto, con le evoluzioni epocali e geografiche che ne hanno caratterizzato gli stili; per raccontare i momenti storici che hanno portato a cambiare alcuni generi; per confrontare la fortuna o il declino di autori e modelli narrativi; per provare a intravedere le prospettive e il futuro delle storie disegnate.
Il weekend 8, 9 e 10 maggio
Il programma dell’8 maggio del festival Works, dal titolo “Quale modello di sviluppo per una città di pianura?” è a cura di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e prevede una giornata che si dipana attraverso cinque workshop lungo tre direttrici fondamentali del rapporto fra il tema del lavoro ed il presente e futuro della Città di Vittorio Veneto: Memorie industriali e patrimonio culturale/ Trasformazioni urbane e rigenerazioni territoriali/ Competenze, attrattività e nuove economie locali. Attraverso tavoli di lavoro tematici, sessioni in plenaria e talk, la giornata accoglie stakeholder istituzionali locali, accademici e figure dal mondo dell’impresa e delle buone pratiche per attivare un laboratorio diffuso di riflessione sul rapporto tra lavoro, territorio e futuro esplorando le molteplici alternative di uno sviluppo sostenibile.
La giornata si apre alle 9.30 e si chiude, alle ore 18.30, con un appuntamento di parole e musica aperto al pubblico: “Quando i territori immaginano. Le alternative” una lecture dello scrittore e giornalista Fabio Deotto, con Giovanni Montanaro e con l’accompagnamento musicale dell’arpista italo-svizzera Kety Fusco.
Sabato 9 Maggio, dalle 10.00 alle 18.00, l’area del Palafenderl farà da cornice ad un inteso calendario di incontri e convivialità. È il giorno clou del Festival, inteso come spazio e momento di condivisione cittadina attraverso le numerose occasioni di coinvolgimento adatte ad ogni gusto ed età.
Ad accompagnare l’intera giornata, dalle ore 10.00, è il curioso “Con le mani Bazar: esposizione di artigianato indipendente”, un’esposizione ideata da artisti locali che vuole dar luce a tutti quei piccoli e giovani artigiani/artisti indipendenti che portano avanti i loro progetti, sempre unici e meravigliosi, con grande impegno e ostinazione. Lo scopo del bazar è quello di far conoscere ed apprezzare a più persone possibile questa rete, creando una giornata all'insegna dell'entusiasmo della condivisione. Un'occasione per scoprire il talento di chi sceglie di creare con le proprie mani e sostenere la creatività dal basso.
Alle 11, presso la Sala Da Re dell’Area Fenderl, si potrà assistere al talk “Moda, cultura e formazione”, con il Ricercatore all'Università Iuav di Venezia e curatore Saul Marcadent, e con Marco Rambaldi Co-founder e Creative director del proprio omonimo brand, presente alla recente Milano Fashion Week . L’evento è proposto in particolare a beneficio delle classi del curriculum Design della Moda del nostro Liceo Artistico “Bruno Munari”.
La moda mette in circolazione e in dialogo attori e saperi che ruotano attorno alla dimensione economico-produttiva, alla cultura visuale e alla comunicazione. Per parlarne in termini appropriati occorre prendere le distanze dai luoghi comuni ed esplicitare il suo valore. Occorre attraversare la molteplicità di attitudini che convivono nel sistema della moda contemporaneo: dimensione artigianale e industriale, alta e bassa tecnologia, alta e bassa definizione. Occorre, inoltre, affrontare di petto i temi dell’identità: identità di genere, identità collettive e di comunità transitorie, identità individuali nella società globale.
La conversazione tra Marco Rambaldi, fashion designer e fondatore del marchio omonimo, e Saul Marcadent, ricercatore all’Università Iuav di Venezia e docente di visual culture, attraversa questi temi, con speciale attenzione alle culture e alle pratiche della moda, tra formazione universitaria, ricerca e visione aziendale. Al centro, la fondazione e il consolidamento del brand Marco Rambaldi, attivo dal 2017 e capace di tenere insieme un atteggiamento responsabile e un alto grado di sperimentazione, verso una nuova idea di Made in Italy.
Lungo tutto il pomeriggio, oltre a “Con le mani bazar”, sarà possibile assistere a numerosi talk e partecipare a laboratori pensati per i più piccoli WorksKids, una delle novità di quest’anno.
Il talk outdoor delle ore 16.00 porta il titolo “Salvare un pezzo di terra, coltivare una comunità”, con Fabio Brescacin Presidente di EcorNaturaSì SpA, Paolo Chinellato Architetto e attivista ambientale, Marco Parpinel agricoltore/contadino.
Il collettivo Erbe Matte, in collaborazione con il gruppo informale vittoriese “Le Spontanee”, propone un tavolo di discussione riguardo al tema dell'agroecologia e dell'accesso alla terra.
Come possiamo concretamente rispondere all'avanzata dell'agroindustria sui nostri territori? Quali alternative possiamo porre all'uso indiscriminato della chimica nei nostri terreni, come possiamo difendere siepi e boschetti e il selvatico dove è minacciato e come possiamo ripristinare le condizioni perché torni la natura nei nostri paesaggi?
Verrà proposto un momento circolare di confronto, partendo da punti di riflessione sulla situazione dell'agroecologia in Italia e presentando un progetto concreto a cui si sta lavorando proprio in questi mesi nel nostro territorio, a Barcon vicino a Montebelluna: il Gast, Gruppo Acquisto Solidale Terreno. Un progetto che potrebbe rappresentare un modello di accesso alla terra per chi vuole lavorare in agricoltura senza uso di sostanze chimiche e progettando sistemi agricoli resilienti all' inquinamento, alle condizioni climatiche avverse, e forieri di comunità che trovano nella dimensione della natura la base per rapporti di reciprocità e di rispetto.
Alle 14.30, la sala Coriandoli Area Fenderl ospiterà il talk “L’arte della sopravvivenza dei nostri nonni, contadini ribelli”, con Livio Vanzetto, storico (Istresco).
I contadini: eterodiretti, subordinati, soggiogati; “una classe oggetto” (per citare Pierre Bourdieu), insomma. Così sono stati descritti i lavoratori della terra dalla maggior parte degli storici contemporaneisti. E invece no. Come in tante altre parti del mondo, anche nel profondo Veneto, nel corso dei secoli, i contadini poveri hanno saputo inventarsi in maniera del tutto autonoma una raffinata arte della sopravvivenza che ha consentito loro di arginare lo strapotere delle élite, inducendole a moderare lo sfruttamento: un'efficace azione di condizionamento, che potremmo chiamare “pedagogia della rivolta”, praticata dal basso verso l'alto.
In tempi come i nostri, nei quali neoelitisti o neopopulisti di tutte le specie mostrano un crescente disprezzo verso la parte più debole e sprovveduta della società o, peggio, cercano di ingannarla in maniera sistematica, appare urgente elaborare un modello non subalterno di autoriconoscimento per gli eredi attuali del mondo contadino ai quali la storiografia dominante continua a negare il diritto di partire dal proprio passato per andare avanti.
L'incontro vede come protagonista Livio Vanzetto, storico, cofondatore e primo direttore dell'Istresco, autore del volume “Rivolte di paese. Una nuova storia per i contadini del Veneto profondo” (Cierre Edizioni). Attraverso le sue ricerche, Vanzetto prende le distanze da una storiografia elitaria per restituire centralità e dignità al ruolo dei ceti popolari nella storia del nostro territorio.
Alle ore 15.30, la sala Coriandoli Area Fenderl ospiterà il talk “Cambiare Lavoro”, dedicato a chi si sente avviluppato in un mestiere non appagante e che può aver bisogno di ascoltare esperienze biografiche di chi ha scelto con coraggio di reinventarsi, in età non più tenerissima, in un’altra professione. A parlare saranno Gianmarco Fontana, artista e lettore, già manager nel mondo della moda, ed Adamo Faraon, titolare del panificio “Madamodoré” di Cison di Valmarino.
Alle 16.30, nella stessa sala Coriandoli, Giacomo Gabbuti, brillante ricercatore di storia economica Scuola Superiore Sant'Anna Pisa e già vincitore di importanti finanziamenti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, parlerà di “Non è giusta. L'Italia delle disuguaglianze”.
Quanto pesa l’eredità sulle nostre possibilità di successo? Quanto guadagna un manager rispetto a un’operaia? Quanto si mette in tasca l’1% più ricco del nostro paese? E quanto la metà più povera?
In questo incontro si attinge agli studi più recenti e di frontiera per raccontare le disuguaglianze economiche in Italia: dall'esplosione dei divari tra lavoratrici e lavoratori all'immobilità sociale estrema, dalle diverse conseguenze dei cambiamenti climatici su ricchi e poveri al ritorno della ricchezza e dell'eredità ai livelli di fine Ottocento. Giacomo Gabbuti, ricercatore di Storia economica presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e membro del Forum Disuguaglianze e Diversità, mostrerà le ingiustizie che queste disuguaglianze rappresentano, partendo dalle analisi contenute nel volume da lui curato intitolato "Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze" pubblicato da Laterza. Senza dismettere gli strumenti del dibattito accademico, l'intervento delineerà quante sono queste disparità, comparandole con quelle di altri paesi e periodi storici.
Alle 17.30 nella Sala Coriandoli dell’Area Fendel ci sarà l’incontro “Lavorare all’estero. Esperienze, competenze e opportunità in una dimensione internazionale“ con i relatori expat Cristina De Nardi, Margherita Dei Tos, Alberico Tonin, Alessandro Altoè e Andrea Dorigo
Lavorare all’estero significa confrontarsi con nuovi contesti professionali, sviluppare capacità di adattamento, costruire reti internazionali e ampliare il proprio percorso di crescita. Attraverso esperienze concrete e profili molto diversi tra loro, l’incontro offre uno sguardo articolato su cosa significhi davvero maturare un’esperienza fuori dall’Italia, tra ricerca, istituzioni europee, sanità e impresa.
L’obiettivo è aprire un confronto sulle opportunità e sulle sfide della mobilità internazionale: dall’ingresso nei mercati del lavoro europei e globali alla centralità delle competenze linguistiche e trasversali, dalla capacità di inserirsi in contesti multiculturali al ruolo delle reti professionali, fino alle prospettive di rientro e di valorizzazione dell’esperienza all’estero. Un’occasione per capire come un’esperienza all’estero possa diventare non solo un passaggio professionale, ma anche un momento decisivo di crescita personale, apertura e trasformazione.
Alle 18:30, la Sala Coriandoli Area Fenderl ospiterà il talk “Incoscienza di classe: perché abbiamo smesso di sentirci dalla stessa parte?”, con l’autore Gregorio Carolo e un breve intervento da parte di Pierpaolo Capovilla, che ha scritto la postfazione al volume.
Il lavoro struttura il nostro tempo, le nostre relazioni e la nostra identità. Eppure, negli ultimi trent’anni, le condizioni di vita che genera sono rimaste relegate alla sfera privata, escluse dal dibattito pubblico. Gregorio Carolo presenta il suo libro “Incoscienza di classe”, un’opera nata per rompere questo silenzio con un percorso in cinque luoghi diversi: la fabbrica metalmeccanica, le grandi società di consulenza, le cucine dei ristoranti, le aule di scuola e il magazzino di Amazon.
Le storie raccolte si intrecciano a dati economici, riflessioni teoriche e riferimenti storici, formando un affresco vivido e impietoso del mondo del lavoro contemporaneo in Italia. Malgrado le differenze, emerge un malessere diffuso: i lavoratori si sentono risucchiati negli stessi meccanismi di sfruttamento e sofferenza, ma manca loro un linguaggio condiviso per esprimere una voce collettiva. Il risultato è una frammentazione che impedisce il riconoscimento reciproco: l’incoscienza di classe. Un tentativo di restituire voce e dignità ai lavoratori, perché parlare di lavoro oggi significa riaprire una questione politica fondamentale.
Come anticipato, Works quest’anno prevede anche una serie di iniziative pensate per i ragazzi e le loro famiglie: sono i WorksKids, che prevedono due appuntamenti dedicati a coinvolgere le generazioni più giovani.
Tra le 15:30 e le 17:00, la Sala da Re Area Fenderl ospiterà “Io, un giorno, farò il pompiere!!!... O l'astrofisica? Mest(i)eri, oggi e domani”, Letture per bambini - dai 4 anni - a cura dei lettori volontari della Biblioteca civica "Leggiamoliforte"
Alle ore 17.00, presso la sala Da Re Area Fenderl, si terrà un ulteriore laboratorio per bambini dal 5 ai 10 anni con l’artista Gianmarco Fontana dal titolo “Cosa vuoi fare da grande? Laboratorio sensoriale alla scoperta di sé”.
Un laboratorio sensoriale dove, partendo da immaginazione e fantasia, attraverso attività creative, teatrali, giochi e momenti di condivisione: i bambini saranno accompagnati a riflettere su ciò che li appassiona e sul loro stato d’animo. Non un percorso professionale, ma uno spazio di scoperta: perché prima di scegliere cosa fare da grande, è importante iniziare a conoscere chi si è!
Dalla "ginnastica del futuro" alla creazione dell'oggetto scovato nelle proprie tasche per capire chi si è, fino alla "fabbrica dei disegni": un momento sorprendente curato da Gianmarco Fontana. Dopo trent'anni nel mondo commerciale e un'importante esperienza nel volontariato pediatrico con il progetto “Giocare in corsia” della LILT, Gianmarco mette la sua creatività e teatralità al servizio dei più piccoli come mezzo di gioco e scoperta.
Per prenotazioni: IAT di Vittorio Veneto Tel. 0438.57243 oppure iat@comune.vittorio-veneto.tv.it
Immancanile il grande concerto: alle ore 21:30 di sabato 9 maggio il Palafenderl si riempirà delle note rock di Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri.
Pierpaolo e i Cattivi Maestri è il progetto guidato da Pierpaolo Capovilla, una delle figure più intense, controverse e riconoscibili del rock indipendente italiano. Voce e autore dalla scrittura viscerale, Capovilla ha attraversato oltre trent’anni di musica italiana, imponendosi prima con gli One Dimensional Man, formazione seminale del noise/post-hardcore anni Novanta, e poi con Il Teatro degli Orrori, band che ha segnato un’epoca riportando al centro del rock in italiano una parola poetica, politica e senza compromessi. Parallelamente alla musica, Capovilla ha sviluppato un percorso di riflessione pubblica e civile, tra interventi, reading e incursioni nel cinema – tra cui la partecipazione al film Le città di pianura.
La band è composta da Pierpaolo Capovilla alla voce. Alla batteria, proveniente dai gruppi Leda e Spirale, Fabrizio Baioni, che è anche autore ed esecutore delle musiche dello spettacolo di teatro-circo contemporaneo Uomo Calamita e del progetto solista denominato Cirro. Alla chitarra la new entry Loris Cerignola, giovane chitarrista classe 1995, anch’esso proveniente da Spirale e attivo anche con il progetto per chitarra e nastri magnetici Placenta Corporation, nonché autore di musiche per il cinema, installazioni e arti visive. Federico Aggio, già con i post-hardcore Lucertulas e Morsura, al basso. Anche se non membro effettivo del gruppo, Manuele Fusaroli, dello studio di registrazione Natural Head Quarter di Ferrara (dove i Cattivi Maestri hanno registrato il primo disco e dove stanno concludendo i lavori del nuovo album), ha contribuito come produttore artistico e dal punto di vista autoriale alla realizzazione delle nuove canzoni.
Domenica 10 maggio, la giornata inizia con una visita guidata al Museo dell’Industria Bacologica Domenico Marson (ritrovo alle ore 9.00 in Piazza F.lli Cairoli), un omaggio ad uno dei settori industriali che più hanno caratterizzato la storia di Vittorio Veneto.
Il Museo privato “Domenico Marson”, sotto tutela del Ministero della Cultura, testimonia l'epoca in cui Vittorio Veneto era il centro di produzione di seme bachi più importante d'Italia dopo Ascoli Piceno, applicando il metodo scientifico di Louis Pasteur per salvare la filiera della seta europea. Rimasto intatto nel corpo principale e nelle strumentazioni originali, lo stabilimento apre le sue porte per una visita guidata alla scoperta di una pagina fondamentale della ricerca scientifica tra XIX e XX secolo. Dopo l'introduzione a cura di Ettore Marson, i partecipanti divisi in gruppi effettueranno visite a rotazione, della durata di 45 minuti ciascuna, dedicate ai locali espositivi del museo, all’attività bacologica nella filiera serica e alla proiezione di filmati d'epoca del regista Alberto Ancillotto, con scorci storici girati proprio a Vittorio Veneto. Ingresso libero, su prenotazione entro il 6 maggio (IAT di Vittorio Veneto: tel. 0438 57243 - mail iat@comune.vittorio-veneto.tv.it).
Nel pomeriggio di domenica 10 maggio, giorno di chiusura di Works, ci spostiamo a Serravalle, nel Teatro Comunale Lorenzo Da Ponte.
Alle ore 15.00, il ridotto del Teatro Comunale Lorenzo Da Ponte ospiterà l’incontro “Operaicidio, quando il lavoro uccide”, con Bruno Giordano, magistrato, e Marco Patucchi, giornalista.
Tre morti al giorno. Un infortunio al minuto. Numeri che descrivono una strage quotidiana, spesso ignorata o derubricata a "fatalità". Il magistrato Bruno Giordano (Corte di Cassazione) e il giornalista Marco Patucchi (La Repubblica) presentano il loro nuovo libro d’inchiesta “Operaicidio”, edito da Marlin.
Il testo indaga quella che gli autori definiscono una guerra civile silenziosa nei luoghi di lavoro: uno scandalo perpetuato che si consuma ogni giorno nelle fabbriche, nei cantieri e nelle campagne italiane. Attraverso il racconto di storie vere e lo studio delle responsabilità civili, politiche e giudiziarie, l’incontro propone soluzioni concrete di intervento e riforma. Un dialogo necessario per dare un nome e un volto ai numeri e rompere il silenzio su una tragedia che ferisce la dignità di tutto il Paese.
Seguirà la proiezione del documentario “Articolo 1” del regista Luca Bianchini.
Seguirà, alle ore 17.00, sempre presso il Teatro Comunale Lorenzo Da Ponte, l’incontro con Federico Faggin, fisico, inventore, imprenditore e autore, sul tema “L'unione della Scienza e della Spiritualità”. Si tratta di un’intervista curata dal prof. Mario Coletti (IULM) e che verterà sulle più recenti opere di Faggin, bestsellers a livello internazionale.
Ingresso gratuito previa prenotazione sul sito www.worksfestival.it
Alle ore 21.00, gran finale con lo spettacolo “Il cane Dean”, con Mirko Artuso, autore, regista e attore teatrale e cinematografico
Lo spettacolo “Il cane Dean” è un viaggio intenso e commovente nella vita di Vitaliano Trevisan, un uomo che ha saputo fare della sua esistenza un’opera d’arte, tra le durezze del lavoro, le pagine dei suoi romanzi e un legame speciale: quello con il suo fedele cane Dean.
Attraverso la potente scrittura di Luca Illetterati e l’intensa interpretazione di Mirko Artuso, lo spettacolo Il Cane Dean va oltre la semplice biografia per farsi immersione profonda nell’universo di uno dei più grandi scrittori italiani contemporanei. Il pubblico viene guidato nel labirinto di una vita fatta di contrasti: la fatica manuale di lavori umili e spesso disprezzati, la ricerca spasmodica di senso nella scrittura e la continua lotta con sé stesso.
Al centro di tutto, la figura di un compagno a quattro zampe che, come un faro nella nebbia, ha illuminato la strada di Vitaliano. Dean non è solo un animale, ma la sua ancora di salvezza, il filo che lo tiene legato al mondo, il silenzioso testimone di gioie e tormenti. Il cane diventa la chiave per svelare l’uomo dietro lo scrittore: un uomo che ha cercato libertà e verità in ogni pagina scritta e in ogni passo percorso. Il Cane Dean racconta di fragilità e resilienza, di un’esistenza in bilico tra arte e sopravvivenza, ma soprattutto di un amore incondizionato capace di trasformare il dolore in poesia. Mirko Artuso sarà accompagnato alla batteria e alle percussioni da Alessandro Barbieri, che arricchirà la narrazione con la sua presenza sonora.
Biglietti disponibili on-line sul sito www.teatrolorenzodaponte.it.
Mirella Balliana, sindaca di Vittorio Veneto: "Siamo molto felici di poter presentare questo importante festival dedicato al mondo del lavoro, pilastro per l'intera società: non è un caso se il primo articolo della nostra Costituzione fa proprio riferimento alla sua centralità, in quanto ha ripercussioni moltissimi ambiti, come sarà ben esplorato durante i 10 giorni di Works. Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi alle molte occasioni di studio, crescita, confronto e anche intrattenimento: è infatti solo attraverso la conoscenza e la condivisione di diversi punti di vista che si possono studiare soluzioni e prospettive per il futuro, tanto più su un tema interdisciplinare come il lavoro"
Enrico Padoan, assessore alle Politiche per la Cultura del Comune di Vittorio Veneto: “WORKS è il progetto ideato ed organizzato dall’Amministrazione Comunale per permettere ad una Città come Vittorio Veneto di avere un Festival culturale capace di far riflettere tutto il territorio sui temi della contemporaneità. Dopo l’ottimo avvio del 2025, WORKS 2026 vuole iniziare il consolidamento dell’appuntamento. È un Festival unico nel suo genere, per le numerose espressioni artistiche coordinate, per il coinvolgimento costante di saperi locali, e per il tema trattato, eterno nella sua attualità e storicamente caratterizzante l’identità cittadina.
WORKS è davvero aperto a tutti e tutte, sia in termini generazionali sia in termini di gusti e preferenze. C’è un grande… lavoro, appunto, dietro l’ideazione e l’organizzazione ed il coordinamento del Festival, in primis da parte degli Uffici Comunali, che tengo particolarmente a ringraziare. Concepire e mettere a terra un progetto così ambizioso in così poco tempo è stato tanto complesso quanto entusiasmante.
La qualità dell’edizione 2026 è davvero elevatissima. Abbiamo nomi clamorosamente importanti. Pensiamo ad un Altan, l’illustratore più conosciuto d’Italia. Ad un Federico Faggin, una figura di rilevanza mondiale. Ad un Pierpaolo Capovilla, che in questi mesi sta guadagnano una meritata fama attorno al fenomeno de “Le Città di Pianura” ma che ha alle spalle una carriera artistica incredibile, accompagnata da una capacità di pensiero che pensavamo fosse andata perduta nel panorama della canzone d’autore italiana. Ma tutto il parterre di partecipanti ha alle spalle, e davanti a sé, carriere di eccellenza nelle rispettive professioni.
WORKS dura dieci giorni ma in realtà dura molto di più. Non solo grazie alle esposizioni previste, che peraltro permettono un viaggio storico-sociale lungo quantomeno il lungo dopoguerra italiano (nel caso del Cipputi di Altan) se non lungo l’intero Novecento ed oltre (nel caso di Comics di Mezzavilla). Bensì anche grazie alla collaborazione con Fondazione Feltrinelli, che permette di avviare l’incubazione di una guida al futuro della nostra Città a partire proprio dal tema del lavoro, inteso come patrimonio culturale materiale e immateriale, aggregatore di condivisione e ricchezza, elemento attrattivo ed identitario del nostro territorio.
Presente e futuro del lavoro, le morti bianche, un omaggio a San Francesco d’Assisi ed uno a Vitaliano Trevisan, il lavoro femminile dall’antichità ad oggi, la volontà di rendere meno invisibili le nostre badanti, le sfide dell’intelligenza artificiale, le lotte dei subalterni, le disuguaglianze, l’artigianato indipendente, l’agroecologia, il mondo della moda, l’emigrazione dei nostri giovani, e diverse proposte di coinvolgimento di famiglie e bambini. Basta forse questo paragrafo conclusivo per lasciar trasparire quantomeno una parte della ricchezza di questo progetto. Vi aspettiamo!”
La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli è uno dei maggiori centri europei di documentazione e ricerca nel campo delle scienze storiche, politiche, economiche e sociali. Promuove una riflessione attorno alle grandi questioni della contemporaneità e indaga le trasformazioni che ci riguardano in quanto cittadini. Incrociando fonti storiche, ricerca e divulgazione pubblica, coltiva le idee e prospettive inedite per immaginare futuri possibili e offrire uno spazio di approfondimento, di intrattenimento, di relazione sui territori aperto a tutte e tutti. Con la stessa attitudine a porre domande e disarticolare certezze che guidava Giangiacomo Feltrinelli, si occupa di globalizzazione, sostenibilità, politica, diritti, lavoro e città, proponendosi come piattaforma di inclusione e confronto tra accademici, attori del territorio e comunità. www.fondazionefeltrinelli.it