La mostra sarà poi visitabile fino al 12 aprile, di sabato e domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.
Inserita all’interno della seconda edizione di “Sport è cultura”, la rassegna organizzata e coordinata dal Comune di Vittorio Veneto per accendere i riflettori sui valori dello sport, l’esposizione di Palazzo Todesco è realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico di Losanna e la Fondazione Sportsystem, titolare dell'omonimo Museo, con sede a Montebelluna: scopo della mostra è celebrare la storia dei Giochi Olimpici Invernali, la cui prima edizione si tenne a Chamonix 102 anni fa, e dei Giochi Paralimpici Invernali, organizzati per la prima volta nel 1976 in Svezia.
La mostra “Sport Emozione”, curata da Fabio Cavessago, ripercorrerà la storia dei Giochi Olimpici Invernali dalle origini e fino all'ultima edizione di Pechino del 2022 attraverso l'esposizione di fotografie dal Museo del CIO di Losanna, nonché di estratti di edizioni emblematiche de La Gazzetta dello Sport e di altre riviste e album che hanno di volta in volta raccontato i grandi successi degli sportivi italiani e non solo. L'esposizione sarà arricchita da oggetti dell'epoca (scarponi, slittini, racchette, ...) provenienti dal Museo della Fondazione Sportsystem di Montebelluna. Prezioso e ricco l’apparato storico-didascalico ideato e realizzato per l’occasione, a garantire una vera immersione storica ed emotiva.
La mostra nasce da un certosino lavoro di ricostruzione storica accompagnato da cimeli di sicuro interesse: riviste, album e quotidiani d’antan, provenienti dalla collezione privata del Prof. Massimo Cettolin.
I cimeli si abbinano alla narrazione dell’evoluzione dei Giochi Olimpici Invernali e del loro impatto sociale e culturale. È un’immersione nella storia dello sport (e non solo!) negli ultimi cento anni.
Enrico Padoan, assessore alle Politiche per la Cultura del Comune di Vittorio Veneto: “Siamo orgogliosi di arricchire ulteriormente il programma culturale dedicato alle Olimpiadi con questa mostra. Vogliamo celebrare l’Olimpismo, una filosofia di vita che pone lo sport al servizio dello sviluppo armonioso dell’umanità, con l’intento di promuovere una società pacifica attenta alla tutela della dignità umana. La mostra si rivolge a tutti e a tutte. Saprà soddisfare sia la curiosità di chi si avvicina al fenomeno sportivo e alla sua storia in questi giorni di clima olimpico, fra cimeli e fotografie ispiratrici, sia le esigenze dei tanti e tante appassionate che apprezzeranno la ricostruzione, gli aneddoti storici, l’evoluzione della stampa e quindi della cultura sportiva. Un ringraziamento particolare al curatore Fabio Cavessago, al professor Massimo Cettolin, alla Fondazione Sportsystem, agli sponsor Banca Prealpi Sanbiagio e Associazione NoiXNoi e all’Ufficio Cultura del Comune di Vittorio Veneto, che ha investito grande professionalità nel percorso”.
Ingresso a Palazzo Todesco: intero € 5,00, ridotto € 3 (6-17 anni, over 65 e nucleo familiare di min 3 persone), gratuità per gruppi di max. 20 persone tesserati alla società sportiva vittoriese richiedente; visite guidate per altri gruppi (max. 20 persone) € 50,00
La rassegna “Sport è cultura”
La rassegna “Sport è cultura” prosegue poi giovedì 19 febbraio, alle ore 19.00 con “Racconti di sport, racconti di vita” con Franco Bonera, giornalista e scrittore che, alla luce della sua carriera quarantennale di giornalista sportivo e partendo dai due libri che ha recentemente pubblicato, racconterà come lo sport è metafora della vita.
Franco Bonera è nato a Milano nel 1951 e a soli 19 anni è entrato nella redazione della Gazzetta dello Sport dove è rimasto per dieci anni svolgendo mansioni da inviato. Poi, dopo varie esperienze in testate extra sportive (Oggi, 7 del Corriere della Sera, Dove etc) nel 2000 è tornato in Gazzetta per fondare e dirigere il magazine Sportweek. È poi stato vicedirettore della stessa Gazzetta e in seguito direttore dei settimanali Visto e Novella 2000. Ha pubblicato i libri “Pezzi di colore” (2024) e “Iron man” (con Luca Sinopoli, 2025).
Intermezzo artistico della rassegna per il giorno 28 febbraio 2026, alle ore 20.45, presso il Teatro Lorenzo Da Ponte, con lo spettacolo “Gli Sconcertati + #tommasodelia LIVE: La Musica Incontra il Sogno”.
Una serata speciale in cui le voci travolgenti de Gli Sconcertati incontrano l’energia della danza sportiva di Tommaso e Delia. La musica prende vita, si muove, esplode in emozioni e diventa sogno condiviso: quello di cantare con passione e di ballare con la grinta di chi punta alle grandi piste internazionali. Un concerto unico, dove note e passi si fondono in un vortice di ritmo, energia e pura magia.
Gli Sconcertati esprimono passione, divertimento e la gioia di cantare insieme. Guidati dal loro maestro e grande motivatore, Andrea Mazzer, e dal percussionista Alberto Mazzer, nel corso degli anni hanno ottenuto diversi riconoscimenti prestigiosi, tra i quali spiccano gli ultimi in ordine di tempo:
• 2024: Gran Premio al Festival della Coralità Veneta a Belluno.
• 2025: 1° premio nella categoria “Vocal pop-jazz, gospel e spiritual” al Concorso Nazionale Corale di Vittorio Veneto.
Tommaso Da Lozzo e Eva Delia Chikaleu, nati entrambi a Vittorio Veneto rispettivamente nel 2012 e nel 2013, cono 2022 Medaglia d’oro Syllabus World Championship a Pieve di Cento nella categoria 6/9 anni, seguiti nel 2023 5° posto nella categoria 10/11 anni e nel 2024 Medaglia d’argento sempre nella 10/11 anni.
Nel 2025, a Cividale del Friuli hanno ottenuto il titolo di Campioni Interregionali Under 16, a Loutraki (Grecia) si sono classificati 11° ai World Sports Games Under 16, a Cervia si sono laureati Campioni Italiani Assoluti nella categoria 12/13 anni, a San Marino hanno guadagnato un 8° posto al World Championship Under 16, mentre a Toronto (Canada) hanno raggiunto la Medaglia di bronzo alla Coppa del Mondo Under 16.
Altro incontro sempre al Museo della Battaglia è previsto per giovedì 5 marzo, alle ore 20.00, sul tema “Sacrifici e Benefici nella pratica della Ginnastica Artistica” con Benedetta Gava, atleta della Nazionale Italiana di Ginnastica Artistica, vincitrice agli Europei di Rimini di un argento di squadra e un oro personale al volteggio. È stata campionessa Italiana di categoria All Around nel 2023 a Cuneo. Nel 2024 è stata vice campionessa italiana a Fermo e ha ottenuto due ori rispettivamente al volteggio e al corpo libero e un argento alle parallele nelle finali di specialità. Nel 2024 al Trofeo Internazionale di Jesolo con la Nazionale Junior ha ottenuto il secondo posto di squadra ed un primo posto personale al volteggio. Dopo una pausa per infortunio, ricomincerà a gareggiare il 28 febbraio con la prima tappa di serie A a Modena, insieme alle compagne di squadra dell’Artistica 81 Trieste.
La rassegna si conclude giovedì 12 marzo alle ore 20.30 con Lorenzo Zamponi, professore associato in sociologia presso la Scuola Normale Superiore, e Maria Chiara Franceschelli, assegnista di ricerca in scienze sociali e politiche presso la Scuola Normale Superiore i quali affronteranno l’accesso dibattito sul tema “Milano-Cortina 2026: Olimpiadi, dissenso, alternative”. Le comunità locali hanno espresso preoccupazioni per una serie di questioni: la scarsa trasparenza nei bandi di gara e negli appalti e gli interessi privati coinvolti, l’uso di denaro pubblico e di spazi pubblici, la realizzazione di grandi infrastrutture invasive, la promozione di una cultura sportiva elitaria ed esclusiva, la tutela degli ecosistemi, la conservazione del patrimonio e delle identità locali. Queste preoccupazioni si sono tradotte in diverse forme di mobilitazione in vari territori, che in alcuni casi sono confluite in eventi di protesta più ampi. Comitati spontanei sono nati anche nelle aree montane. I residenti mirano a difendere il proprio territorio da infrastrutture invasive, percepite come imposte dall’alto, senza una preventiva consultazione delle comunità locali. Questi gruppi riuniscono individui con orientamenti politici e valori anche molto diversi tra loro.
Ne parleremo raccontando ciò che accomuna questi soggetti, dalla Valtellina al Cadore: il loro netto contrasto con il modello di sviluppo dominante attualmente applicato allo sport, allo spazio pubblico, alle aree montane e all’ambiente, a cui viene contrapposta una visione più equa, che ponga al centro la tutela delle comunità, degli ecosistemi e delle opportunità socio-economiche.