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Dolomiti. Un paesaggio tutelato

Il progetto espositivo di Manuel Cicchetti e Antonio G. Bortoluzzi arriva alla Galleria Civica di Vittorio Veneto. Inaugurazione: venerdì 17 luglio 2026, ore 18.30

Data di Pubblicazione

14 luglio 2026

Tipologia

Comunicato stampa

Descrizione estesa

Dopo le importanti esposizioni realizzate a Cortina d’Ampezzo, al festival Oltre le Vette di Belluno, presso Le Stanze della Fotografia di Venezia e alla Fiera di Longarone nell’ambito delle iniziative dedicate ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, il progetto espositivo Dolomiti Un paesaggio tutelato approda alla Galleria Civica “Vittorio Emanuele II” con un nuovo allestimento pensato appositamente per questo luogo.

Promosso da Marsilio Arte e dalla Regione del Veneto, il progetto nasce dall’omonimo volume che unisce le fotografie di Manuel Cicchetti ai testi dello scrittore Antonio G. Bortoluzzi, dando vita a un racconto corale in cui fotografia e letteratura dialogano per restituire una visione contemporanea delle Dolomiti.
L’esposizione propone una selezione di fotografie che raccontano la montagna lontano dagli stereotipi della cartolina e della spettacolarizzazione. Lo sguardo di Manuel Cicchetti attraversa il paesaggio come luogo di vita, lavoro, trasformazione e memoria, interrogando il delicato equilibrio tra uomo e natura e il significato stesso della parola “tutela”.


I testi di Antonio G. Bortoluzzi costituiscono parte integrante del progetto. Presenti lungo tutto il percorso espositivo come pannelli narrativi, accompagnano le immagini senza descriverle, ma aprendole a nuove chiavi di lettura. All’ingresso della mostra, un grande pannello firmato dallo scrittore introduce il visitatore al senso profondo del progetto e al dialogo tra parola e fotografia che ne rappresenta il cuore.
L’allestimento si sviluppa come un’esperienza immersiva. Il percorso prende avvio anche in città grazie a una serie di vetrine che accompagnano il pubblico fino alla Galleria Civica. All’interno della mostra, fotografie, testi, proiezioni video e materiali originali provenienti dall’Archivio Manuel Cicchetti e dallo scrittore Antono G. Bortoluzzi – libri, prove di stampa, appunti di lavoro, macchine fotografiche e documenti – permettono di entrare nel laboratorio creativo degli autori e di scoprire il lungo percorso di ricerca da cui nasce questo progetto. 

La mostra assume oggi un valore particolare anche perché rappresenta uno dei primi appuntamenti pubblici promossi dall’Archivio Manuel Cicchetti, nato per custodire, catalogare e valorizzare un patrimonio di oltre cinquemila fotografie e proseguire il lavoro di ricerca, divulgazione e formazione che il fotografo ha dedicato al paesaggio.


Più che una mostra fotografica, Dolomiti – Un paesaggio tutelato è un progetto espositivo che intreccia fotografia, letteratura, ricerca e memoria, invitando il pubblico a osservare le Dolomiti non solo come patrimonio naturale di straordinaria bellezza, ma come luogo di responsabilità, identità e futuro.

INFORMAZIONI
Dolomiti. Un paesaggio tutelato
Fotografie di Manuel Cicchetti
Testi di Antonio G. Bortoluzzi


Inaugurazione
17 luglio 2026 – ore 18.30


Sede
Galleria Civica “Vittorio Emanuele II”
Viale della Vittoria 321, Vittorio Veneto
dal 18 luglio al 18 ottobre 2026


Orario di apertura al pubblico: venerdì, sabato e domenica ore 10-12 e 16-18 (fino al 30 settembre), 10-12 e 15-17 (dal 1° ottobre), oppure su prenotazione (info.vittorioveneto@aqualab.it - +39 388 4741241)
Biglietti d'ingresso (per Collezione permanente e mostra temporanea): intero € 5, ridotto € 3, ridotto residenti € 1


www.galleriavittorio.it

NOTE BIOGRAFICHE

Manuel Cicchetti (1969-2026). Fotografo, autore e regista multimediale, ha attraversato per oltre trent’anni musica, teatro, arti visive e fotografia editoriale, collaborando con importanti istituzioni culturali. La sua ricerca ha costruito nel tempo un atlante poetico del presente: immagini in cui il reale diventa soglia, traccia, identità. Ha pubblicato quattro volumi fotografici, tra cui Monocrome. Camminando tra le Dolomiti d’Ampezzo (Touring Club Italiano, 2018), Vaia, viaggio consapevole dentro un disastro (The Music Company, 2021) e Tempo Intermedio (PostCart, 2022). Con lo scrittore Antonio G. Bortoluzzi ha realizzato il volume Dolomiti – Un paesaggio tutelato (Marsilio Arte, 2025) e l’omonima mostra presso le Stanze della Fotografia a Venezia. A giugno 2026 è stato presentato il suo ultimo progetto fotografico, Quaderni continentali – Un atlante vivo, presso il Parlamento europeo di Bruxelles.

Antonio G. Bortoluzzi. Scrittore, nato nel 1965 in Alpago (Belluno), dove vive, è accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna (GISM). La sua ricerca narrativa indaga le storie e le identità dei luoghi con uno sguardo attento alla memoria e alla civiltà alpina. Nel 2017 ha vinto il Premio Gambrinus-Giuseppe Mazzotti con Paesi alti (Biblioteca dell’Immagine) ora inserito con Cronache dalla valle e Vita e morte della montagna nell’antologia dal titolo Montagna madre – Trilogia del Novecento (2022). Con Marsilio ha pubblicato Come si fanno le cose (2019), da cui è stata tratta l’omonima commedia teatrale, e Il saldatore del Vajont (2023), con cui ha vinto il Premio Coop Alleanza 3.0. Nel 2025, con il fotografo Manuel Cicchetti, ha realizzato il volume Dolomiti – Un paesaggio tutelato (Marsilio Arte). A settembre sarà in libreria con il nuovo romanzo dal titolo Tutto è nel bosco (Marsilio).

Assessore alla Cultura Enrico Padoan
“Manuel Cicchetti ci ha lasciato improvvisamente e troppo presto. Rimane in eredità la sua capacità di stimolare profonde riflessioni a partire dai paesaggi che scelse di immortalare.
Ciò che denominiamo “paesaggio” è una complessa combinazione di elementi naturali e antropici: non sempre (come invece è nel caso delle Dolomiti) “bello”, spesso fonte di identità, certamente cartina di tornasole di rapporti di produzione (lavoro) e di riproduzione (società) spesso secolari. Il paesaggio può apparire armonioso da un punto di vista estetico ma non lo è quasi mai dal punto di vista sociale. Le lacerazioni risultano tuttora evidenti nel contrasto fra due poli altrettanto problematici: da un lato la (sempre più lontana) musealizzazione, dall'altro la minaccia dell'overtourism - e ovviamente la crisi climatica, anch'essa figlia del medesimo modello economico estrattivista.
Gli scatti di Cicchetti, così come i testi di uno scrittore da sempre impegnato su temi civili quale Antonio G. Bortoluzzi, offrono l'opportunità di interrogarci su questi temi tanto complessi, e rispondono pienamente agli obiettivi statutari dell’UNESCO: “imprimere un efficace impulso all’educazione popolare e alla diffusione della cultura [al fine di] preparare i giovani di tutto il mondo alle responsabilità dell’uomo libero”.
È un onore per noi essere tra i primi a ospitare il lavoro del nascente Archivio Manuel Cicchetti.”

Manuel Cicchetti
“Ogni immagine nasce dall’incontro tra trama e ordito. L’ordito è il paesaggio: le forme, le proporzioni, l’architettura delle montagne e dei luoghi. La trama è l’essere umano. Anche quando non compare nella fotografia. Nelle mie immagini le persone sono sempre presenti: nelle case che costruiscono, nelle aree cui si raccolgono, nelle strade che percorrono, nei rifugi e nei pascoli, nelle infrastrutture, nelle ferite e nelle trasformazioni del territorio. Fotografare per me è un modo di interrogare il rapporto tra l’uomo e il mondo che abita. Un’indagine sulla dignità, sull’appartenenza, sulla memoria.”

Antonio G. Bortoluzzi
“La meraviglia delle Dolomiti s’incarna ancora oggi negli esseri umani, là dove sono cullati dal paesaggio. E quando siamo fuori dalla metropoli caotica, organizzata e prevedibile, capita che ci affacciamo oltre un dirupo come si faceva al principio di tutto, su un paesaggio che possiamo abbracciare con lo sguardo, nello stesso modo in cui ci stringiamo a qualcuno che abbiamo amato e che non vedevamo da un'infinità di tempo.”
“Le mani di certi vecchi e di certe vecchie ci insegnano una montagna che unisce la mano al manico della falce, la falce all’erba, l’erba alla terra; e la stessa cosa si può dire del campo, del pascolo, del bosco, della vetta: l’esperienza della mano è visibile anche nel moderno scalatore che afferra, si eleva, cerca un equilibrio per il quale la fessura, il gradino, il dente di roccia diventano estensioni del suo stesso corpo, e finché lo sono, finché vi è l’unità tra corpo umano e montagna, non c’è caduta. La vita di chi nasce e vive in montagna è improntata, da generazioni, a una fatica che sfiora il sacrificio, e ciò che vediamo di bello intorno a noi, perfino nei piccoli luoghi che attraversiamo per giungere al cospetto delle magnifiche vette, testimonia uno spessore umano e storico straordinari.”

 

A cura di

Ufficio stampa
Piazza del Popolo, 14, 31029 Vittorio Veneto TV, Italy
Municipio
Ultima modifica: martedì, 14 luglio 2026

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