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VITTORIO VENETO, UNA NUOVA PISTA CICLOPEDONALE LUNGO VIA ISONZO: APPROVATO LO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER IL NUOVO PERCORSO
L'intervento collegherà via San Fermo a via Livenza, migliorando la sicurezza di pedoni e ciclisti. La Giunta ha approvato le proposte progettuali, per un investimento stimato tra 810 e 940 mila euro. Balliana: «Un altro passo verso una città più sicura e accessibile». Dus: «L'obiettivo è dare continuità alla rete ciclopedonale di San Giacomo».
Un nuovo tratto di percorso ciclopedonale lungo via Isonzo, per migliorare la sicurezza degli spostamenti e rendere più agevoli i collegamenti nel quartiere di San Giacomo. La Giunta comunale di Vittorio Veneto, con deliberazione n. 173 del 16 ottobre scorso, ha approvato il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) relativo al prolungamento del percorso lungo la strada provinciale 71, nel tratto compreso tra via San Fermo e via Livenza.
L'intervento prevede la realizzazione di un collegamento di circa 630 metri, destinato a superare un'interruzione della rete ciclopedonale esistente e a migliorare le condizioni di sicurezza per chi si sposta a piedi o in bicicletta.
Il progetto si inserisce in un programma più ampio di valutazione e miglioramento della viabilità di San Giacomo, che comprende anche lo studio dell'intersezione tra la statale Alemagna e la provinciale 71 e interventi di manutenzione delle strade comunali.
«La sicurezza delle persone e la qualità degli spazi pubblici sono due obiettivi fondamentali dell'azione della nostra Amministrazione - dichiara la sindaca Mirella Balliana -. Vogliamo una città nella quale sia possibile muoversi in sicurezza, anche senza utilizzare necessariamente l'automobile. Questo significa investire nella mobilità sostenibile, ma soprattutto prestare attenzione alle esigenze quotidiane dei cittadini, delle famiglie, degli anziani e di quanti scelgono di spostarsi a piedi o in bicicletta. Il collegamento lungo via Isonzo rappresenta un tassello di questa strategia, - prosegue la sindaca -. Non intendiamo limitarci a realizzare singoli tratti di piste ciclabili, ma vogliamo costruire progressivamente una rete di percorsi sicuri e funzionali, capaci di collegare le diverse parti della città. Lo studio appena approvato ci mette nelle condizioni di individuare le soluzioni più appropriate e di ricercare le risorse necessarie alla realizzazione dell'opera».
Due soluzioni progettuali per completare il collegamento
Il DOCFAP appena approvato prende in esame tre scenari: il mantenimento della situazione attuale e due differenti ipotesi di realizzazione del nuovo percorso ciclopedonale.
La prima soluzione, denominata P1, ipotizza la realizzazione del collegamento sul lato ovest di via Isonzo. Si tratta dell'alternativa che presenta le migliori caratteristiche sotto il profilo della funzionalità e della sicurezza, ma comporta maggiori interferenze con proprietà private e un costo complessivo stimato in 940 mila euro.
La seconda soluzione, denominata P2, prevede invece la realizzazione del percorso sul lato est della provinciale. Questa ipotesi presenta minori interferenze con aree private e un costo inferiore, stimato in 810 mila euro, ma richiede particolare attenzione ad alcuni punti di interazione tra pedoni, ciclisti e traffico automobilistico.
Entrambe le alternative sono considerate tecnicamente realizzabili. La scelta definitiva sarà effettuata in una fase successiva, tenendo conto delle risorse finanziarie disponibili e delle caratteristiche delle due soluzioni.
«Il problema che vogliamo affrontare è molto concreto: garantire continuità a un percorso che oggi presenta un'interruzione, rendendo più sicuri gli spostamenti lungo un asse viario interessato anche dal traffico automobilistico - spiega il vicesindaco e assessore alla mobilità sostenibile Marco Dus -. Lo studio ci ha consentito di confrontare due alternative, valutandone vantaggi, criticità e costi. La soluzione sul lato ovest offre maggiori garanzie in termini di funzionalità e sicurezza, ma presenta un impegno economico più elevato e alcune interferenze con aree private. Quella sul lato est è meno onerosa, ma richiede di affrontare con attenzione i punti di possibile interferenza con il traffico veicolare. Sarà quindi necessario individuare il miglior equilibrio tra sicurezza, fattibilità tecnica e sostenibilità economica».
Il prossimo passo: la ricerca dei finanziamenti
L'approvazione del Documento di Fattibilità costituisce il presupposto tecnico e amministrativo per avviare la ricerca delle risorse necessarie alla realizzazione dell'opera. Una volta individuata la fonte di finanziamento e verificata la disponibilità economica, l'Amministrazione potrà procedere alla scelta della soluzione progettuale e alle successive fasi di progettazione.
«Disporre di uno studio tecnico significa poter affrontare concretamente la ricerca dei finanziamenti, partendo da un quadro chiaro dei costi e delle alternative disponibili - aggiunge Dus -. Il nostro obiettivo è procedere con una programmazione seria, nella quale ogni intervento contribuisca al miglioramento complessivo della mobilità cittadina. La sicurezza di pedoni e ciclisti deve essere un elemento centrale delle scelte progettuali, in particolare lungo le strade caratterizzate dalla presenza di traffico veicolare».
«La mobilità sostenibile non è soltanto una questione ambientale, - conclude la sindaca Balliana -. È anche una questione di sicurezza, accessibilità e qualità della vita. Rendere più semplici e sicuri gli spostamenti quotidiani significa costruire una città più vivibile, nella quale le persone possano scegliere come muoversi. È una direzione nella quale intendiamo continuare a investire, con interventi programmati e compatibili con le risorse disponibili».
dr. Stefano Gambarotto
Capo Ufficio Stampa