Descrizione estesa
Omaggio a Luigi Borro nel bicentenario della sua nascita
Museo del Cenedese, 29 luglio ore 20.30
Mercoledì 29 luglio alle ore 20.30 la Sala del Maggior Consiglio del Museo del Cenedese ospiterà Francesca Sardi, Responsabile del Servizio Manoscritti e Rari della Biblioteca Giovanni Comisso di Treviso, con la conferenza "Il fondo iconografico di Luigi Borro", quale omaggio all'artista vittoriese nel bicentenario della sua nascita.
Luigi Borro infatti nacque proprio il 29 luglio del 1826 qui in città, nel borgo di “Salsa” allora compreso nella municipalità di Ceneda, dove è ricordato da un busto, opera del suo allievo Carlo Lorenzetti, collocato nella piazza a lui dedicata. E lo stesso Museo del Cenedese conserva due opere dell’artista, esposte in Gipsoteca: un bozzetto del celebre monumento a Daniele Manin di Venezia e un medaglione con il profilo di un personaggio non identificato.
La conferenza è ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili, su prenotazione
ai seguenti recapiti: info.vittorioveneto@aqualab.it - +39 388 4741241 (www.museocenedese.it).
L’Assessore alla Cultura Enrico Padoan commenta così questa nuova iniziativa del Museo del Cenedese: "Luigi Borro fu uno dei nostri concittadini più illustri: umile figlio di fabbro, seppe affermarsi come uno dei principali scultori italiani, unendo capacità artistiche eccezionali a una forte passione civile, patriottica e repubblicana. Ospitiamo quindi con grande orgoglio questo evento in omaggio all'artista, a cura della dott.ssa Sardi, proprio nel luogo ove sono conservate due sue opere, fra cui il bozzetto del celebre monumento a Manin".
Luigi Borro (Salsa di Ceneda, 29 luglio 1826 - Venezia, 5 febbraio 1886) Nato da famiglia poverissima, a otto anni si cimenta nell’arte del disegno e della scultura in gesso eseguendo, quasi per gioco, piccole teste di animali e angioletti. Segnalato da personalità e artisti locali per la sua innata bravura nel ritrarre dal vero, viene sostenuto economicamente dal podestà e dai concittadini che lo incoraggiano a frequentare l’Accademia di belle arti in Venezia. Nel corso del triennio veneziano Borro si distingue fra gli allievi più dotati risultando vincitore di 10 premi e garantendosi il prosieguo degli studi con l’alunnato di tre anni a Roma, nel pensionato di Antonio Canova. Siamo nel 1848 e Borro è entusiasta delle bellezze artistiche della capitale: si rinchiude in musei, chiese, gallerie, si lascia estasiare dalla monumentalità delle vestigia romane dedicandosi allo studio dei classici, di grandi maestri quali Michelangelo e Raffaello in particolare. La sua indole sincera, vivace, combattiva trova terreno fertile nelle idee rivoluzionarie del tempo e nel sostegno offerto a Garibaldi durante gli scontri romani, che lo vedono attivo protagonista nella difesa degli ideali patriottici e del tricolore. Osteggiato a tal motivo dall’Austria, l’artista viene privato della pensione e ostacolato nell’affidamento di ogni lavoro. Perquisito e sorvegliato dalle forze dell’ordine, lascia la capitale per tornare a Venezia, dove si dedica a importanti commissioni pubbliche e private specializzandosi nella composizione di monumenti celebrativi e funebri, nella ritrattistica, nel bassorilievo. Venezia, Belluno, Vittorio Veneto, Padova, Treviso sono i principali centri dove si possono ammirare le opere più famose, come il Monumento Manin di Venezia e quello ai Morti per la patria di Treviso. Nella biblioteca comunale di Treviso, grazie alla lungimiranza dell’ex bibliotecario Luigi Bailo, è custodito il fondo più cospicuo dei suoi disegni, più di 500, capaci di illustrare il percorso creativo dell’artista attraverso le molteplici fasi di genesi dell’opera: dagli schizzi, abbozzi, disegni con appunti, commenti, indicazioni, ai bozzetti, modellini e modelli a grandezza naturale, fino a giungere al compimento definitivo dell’opera. Illustrare questo ricchissimo patrimonio iconografico, ritrovando il filo rosso che dai disegni conduce alle opere o che in senso inverso dalle opere ritrova gli studi preparatori, è l’oggetto dell’incontro su Borro, nella speranza di ricordare e celebrare degnamente uno degli scultori più importanti dell’Ottocento italiano nel bicentenario della sua nascita.
Francesca Sardi Archivista e bibliotecaria, per oltre dieci anni ha collaborato con l'Archivio di Stato di Venezia occupandosi degli archivi delle Scuole Grandi di Venezia e con la Soprintendenza archivistica per il Veneto impegnandosi in progetti nazionali. Ha svolto importanti collaborazioni anche con l'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, con la Provincia di Venezia e la Fondazione di San Servolo. Ha lavorato presso il Dipartimento di storia all'Università IUAV di Venezia ed ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienze bibliografiche, archivistiche e documentali.
Ha all’attivo varie pubblicazioni e saggi: con l’editore Marsilio l’Atlante iconografico de L’archivio della scuola grande di San Rocco e con i tipi di Antilia ha ricostruito il catalogo di Andrea Pattaro fotografo-editore. Di recente si è occupata del fondo manoscritto di Francesco Algarotti conservato nella Biblioteca storica di Treviso, apparso nell’ultimo numero della rivista internazionale «Epistolographia».
Si dedica ad approfondimenti di storia locale attraverso la valorizzazione e la buona conoscenza delle fonti manoscritte, effettua visite guidate alle sale storiche della biblioteca aperte a scuole e cittadinanza, percorsi e laboratori didattici su documenti medievali, fonti a stampa, cartografia antica, sigilli. Ha all’attivo l’ideazione di due percorsi letterari dedicati ad Andrea Zanzotto nel suo primo centenario, svolti a Pieve di Soligo e alla Pieve di San Pietro di Feletto. Ha ideato alcune mostre in Biblioteca e nel Museo civico Bailo di Treviso. È intervenuta a diversi convegni e conferenze in ambito locale e nazionale.
È responsabile della Sala manoscritti e rari della Biblioteca Giovanni Comisso di Treviso.
VISTO
dr. Stefano Gambarotto
Capo Ufficio Stampa