Ilioupersis. Il cielo è rosso

Museo della Battaglia Vittorio Veneto - San Paoletto Vittorio Veneto
Teatro Lorenzo da Ponte Vittorio Veneto - 27, 28, 29 ottobre 2022

1. Presentazione tematica generale

Ilioupersis significa la caduta della città di Troia con le stragi e le devastazioni, dopo dieci anni di assedio di una guerra che non finisce mai. Questo è il tema antico, l'archetipo del nostro pensiero che serve a capire qualcosa anche del nostro tempo. Quando la guerra entra dentro la città, è il segno della fine della civiltà. Lo vediamo ogni volta, ricordiamo le devastazioni e le stragi della Prima Guerra Mondiale, i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e poi l'assedio di Sarajevo, il massacro di Srebrenica, ora le città distrutte dell'Ucraina. Questo sono gli argomenti del progetto Ilioupersis. Il cielo è rosso, che nasce da una idea di ricerca di Alberto Camerotto dell'Università Ca' Foscari Venezia e che diventa azione civile con la sinergia della Città di Vittorio Veneto.

Ne parliamo in tre giornate al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto. Perché questo Museo dentro la città, nel cuore antico di Ceneda, è un luogo che rappresenta un simbolo della nostra storia. È il simbolo delle ferite dell'Europa, testimonianza e memoria per la città di Vittorio Veneto e per la storia di tutta l'Italia davanti alla guerra. Per questo ovunque c'è una piazza Vittorio Veneto.

Abbiamo messo un titolo importante, drammatico. Il cielo è rosso: che cosa succede quando la guerra entra a portare strage e distruzione nella vita quotidiana della gente, che cosa si può fare per inventare la pace davanti alle distruzioni. Se Ilioupersis significa la presa di Ilio, Il cielo è rosso è il titolo del libro di Giuseppe Berto che ricorda il bombardamento di Treviso del 7 aprile 1944, quando l'intera città in pochi minuti fu devastata, la popolazione massacrata, solo vittime e macerie ovunque. Il simbolo della sofferenza, di ciò che produce la guerra. Qui, nelle nostre vite. A noi deve servire a immaginare la pace.

2. Quattro laboratori Ilioupersis. Il cielo è rosso con i licei

Col gruppo di ricerca dei giovani di Aletheia di Ca' Foscari abbiamo lasciato le aule e come clerici vagantes siamo andati erranti di Museo Archeologico in Museo Archeologico, di città in città per l'Italia, a partire da Piazza San Marco a Venezia fino in cima alla Cittadella dei Musei a Cagliari: abbiamo sperimentato il contatto tra i segni della memoria e i più antichi racconti della violenza della guerra.

Al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto proponiamo una nuova sperimentazione, con quattro laboratori in due giornate il 27 e il 28 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.15 alle 17.45, con 12 interventi e discussioni tra la violenza della guerra e le vie per costruire la pace, coinvolgendo i giovanissimi studenti dei licei. Per ogni incontro un tema: Le vie della civiltà, La guerra delle donne, Vanitas vanitatum, La guerra degli eroi. Sono ben 8 gli istituti in azione, con 400 studenti, da tutto il territorio, un sucesso immediato, che diventerà punto di riferimento nel futuro. Ci sono il Flaminio di Vittorio Veneto, il Marconi di Conegliano, il Leopardi di Pordenone, il Tiziano di Belluno, il Berto di Mogliano Veneto, il Montale di San Donà di Piave, il Franchetti di Mestre, il Marco Polo di Venezia. Ciascuno dei quattro laboratori si apre con un flash mob Il cielo è rosso, un'azione collettiva dei giovanissimi studenti dei licei contro la guerra, con il sangue del dolore simboleggiato da un foglio rosso in alto sopra la testa di ognuno e con la recitazione di testi antichi e moderni contro la guerra a cominciare da Omero e dal libro di Giuseppe Berto.

3. Un libro, un simbolo: Il grido di Andromaca. Voci di donne contro la guerra

Dal cammino dei laboratori nei Musei Archeologici d'Italia è nato un libro, si intitola Il grido di Andromaca. Voci di donne contro la guerra. Sono 18 interventi al femminile, studentesse, ricercatrici, studiose, docenti, per dire no alla violenza delle armi, tra le immagini dell'Iliade e le distruzioni nelle città dell'Ucraina. La prima idea è nata l'8 marzo 2022, alle prime immagini della violenza, il giorno della donna, con le nostre giovani studiose di Aletheia Ca' Foscari all'opera al Museo Naturalistico e Archeologico di Vicenza per dire no alla guerra! Il volume di 250 pagine, con in copertina il bronzetto nuragico dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari della Madre del caduto, una più antica pietà dell'VIII sec. a.C., esce ora in occasione delle azioni di Vittorio Veneto, per i tipi di De Bastiani Editore. La presentazione in prima nazionale sarà a Vittorio Veneto, nell'Aula Civica del Museo della Battaglia, giovedì 27 ottobre, alle ore 18.00. Tra le autrici e curatrici intervengono Valeria Melis (Università di Cagliari), Katia Barbaresco, Federica Leandro e Costanza Uncini (Aletheia Ca' Foscari Venezia). Nell'azione si introduce anche la rappresentazione teatrale Ecuba. Ares, il dio della carneficina che segue più tardi al Teatro Da Ponte.

4. Ecuba. Ares, il dio della carneficina. Al Teatro Lorenzo Da Ponte

Dopo il grande successo al Teatro Olimpico di Vicenza e il tutto esaurito al Teatro Comunale di Treviso, lo spettacolo teatrale Ecuba. Ares, il dio della carneficina giunge a Vittorio Veneto al Teatro Lorenzo Da Ponte la sera del 27 ottobre, alle ore 21.00. Per vedere il male della guerra, per pensare la pace. La tragedia di Euripide, senza nascondere nulla, rappresenta e ci fa comprendere che cosa significa la violenza della guerra, prima di tutto per le madri, le spose, le figlie. Il teatro è stato inventato dalla democrazia ateniese per questo. Per mostrare i mali degli uomini davanti a tutti. Ecuba è il simbolo di tutte le madri che vedono morire i loro figli nella guerra. Le coreografie sono di Silvia Bennett e la regia e drammaturgia di Giovanna Cordova (Produzione Tema Cultura). In ogni guerra, tutti in un modo o nellʼaltro siamo carnefici, governati da Ares figlio di Zeus e di Era, dio della carneficina, assetato di sangue, simboleggiato dal cane rabbioso e dallʼavvoltoio. È lui il vero deus ex machina che guida le azioni di tutti i personaggi sulla scena. Una spirale di violenza senza fine che inizia con la devastazione di Troia per arrivare fino ai giorni nostri, che porta allora, come ora, allʼannientamento di ogni valore umano, di ogni speranza. In un alternarsi di parola, musica e movimento, con uno svolgimento corale dellʼazione, la tragedia euripidea ritorna ad affermare lʼinutilità della violenza e della vendetta, che trasformano inevitabilmente tutti in vinti.

5. Lezione civile. Il racconto di Enea, dalla caduta di Troia a Sarajevo

Dopo la seconda giornata dedicata ai Laboratori con i licei, di nuovo si apre la lezione civile: il venerdì sera del 28 ottobre alle ore 20.30 nell'Aula Civica del Museo della Battaglia, con l'introduzione di Stefania Crozzoli e Santina Alfieri (Liceo Faminio Vittorio Veneto), si tiene la lezione e discussione pubblica, aperta a tutta la città, di due studiosi di letteratura e di guerra tra passato e presente. Mario Lentano (Università di Siena) parla della violenza della guerra con gli occhi di Enea, il vinto e il profugo della guerra che ha distrutto la sua città, ma che nella sua sofferenza starà all'origine della fondazione di Roma. Mentre Alvaro Barbieri (Università di Padova) con l'intervento Ilio, Gerusalemme, Costantinopoli, Stalingrado, Srebrenica: archetipi della città violata traccia un quadro e un percorso diacronico sulle narrazioni moderne della città sotto assedio, dalla Gerusalemme Liberata fino a Sarajevo e alla letteratura contemporanea. Tanto per capire ciò che tocca tutti: «Allora gli agnelli sono dati in pasto ai lupi e le regole del vivere civile sono sospese: nel caos brutale del saccheggio, gli eversori arraffano a più non posso, spaccano ciò che non possono prendere, violano con mano sacrilega i luoghi di culto e scannano inermi fuggitivi trasformando l’espugnazione in immane carneficina e spettacolo cruento. La caduta della città è sempre una resa al caos e una fine dei tempi, un precipitare della civiltà nell’eslege, fino ai gradi estremi di una violenza parossistica e tetanica».

6. Una esposizione d'arte: Segni di guerra

Nella terza giornata, alle ore 11.00 di sabato 29 ottobre, alla Chiesa di San Paoletto, al memoriale della guerra che sta accanto al Museo della Battaglia, si inaugura la mostra «Segni di guerra», con l'esposizione delle tavole realizzate dall'artista Luciano De Nicolo di Pieve di Soligo per il progetto Teatri di Guerra '15-'18 dell'Università Ca' Foscari. Sono i segni che stanno ora sulle copertine dei volumi Teatri di Guerra e Uomini contro (MIMESIS/Classici Contro).

Sono 30 tavole, a china e monotipo su carta, che ben documentano i più recenti esiti della ricerca visiva  che ha spinto l'artista, dai primi lavori di un già scarnificato figurativo, a una estrema radicalità astrattiva. Macchie e graffi, neri su bianco, non illustrano eventi, sono evento: “segni di guerra”, quelli con cui la guerra – ogni guerra – ha inciso e marchiato i muri delle città, la carne e l’anima degli uomini, e che, nella carta, feriscono e sanguinano ancora.

Introduce e presenta la mostra Stefano Pillon (Liceo Artistico Vittorio Veneto), accompagnato dai Preludi e interludi musicali di Federica Lotti (Flautista, Conservatorio Benedetto Marcello Venezia).

7. Immagini di guerra. Lezione civile dalla Storia dell'Arte

Nel pomeriggio, alle ore 17.00 di sabato 29 ottobre, al Museo della Battaglia, nell'Aula Civica, si tiene l'incontro Immagini di guerra (dalla Storia dell'Arte), con il quadro introduttivo Arte e guerra, perché rappresentare l'orrore di Stefano Pillon (Liceo Artistico Vittorio Veneto).

Transitando fra le icone di guerra che l’arte ha depositato nel nostro immaginario, l’orrore è compagno di viaggio; ricomposto nella forma (metope partenoniche, colonne coclidi, battaglie rinascimentali…) può ancora nobilitarne e sublimarne il trauma, tradurlo in epos; ma se l’arte diventa anch’essa azione polemica, avanguardia, la forma esplode, e l’orrore non trova catarsi. Eppure, lacerata (Espressionismo), scomposta (Cubismo e Futurismo), disgregata (Informale…), anche nella contemporaneità, la forma fa resistenza: apre e cura le ferite – di guerra – può farsi coscienza civile.

L'intervento antico di Alberto Camerotto spiega le rappresentazioni dell'orrore della caduta della città tra Omero e il vaso di Mykonos del VII sec. a.C.: è questa l'Ilioupersis, la chiave più efficace che abbiamo a disposizione per interpretare il passato e il presente. Infine per capire qual è il significato e il potere delle immagini di fissare nelle nostre menti la storia, le vite e i valori, ascolteremo la lezione magistrale «Andar a vedere la guerra». L’arte di immaginare gloria e violenza della storica dell'arte Stefania Portinari (Università Ca' Foscari Venezia).

8. Ilioupersis al cinema. Lezione civile nella notte

Chiude la serie delle manifestazioni la lezione civile della serata dedicata al cinema. Introduce e coordina Walter Dal Cin (Cinema e Ambiente Vittorio Veneto) con la riflessione Guerra e ambiente al cinema, che richiama dalla prospettiva della natura l'attenzione sul più grande problema del nostro tempo, la devastazione del mondo che ci circonda. Vale ancor di più in tempo di guerra. Sulla rappresentazione della caduta della città nel cinema, con quelle che sono le deformazioni della propaganda, interviene Roberto Danese (Università di Urbino) con ‘Scipione l’Africano’ di Gallone: la caduta di Cartagine e la guerra fascista in Africa. Infine, Fabrizio Borin dell'Università Ca' Foscari Venezia ci farà vedere attraverso una serie di spezzoni di film che cosa significa La guerra dentro la città. La guerra al cinema piace. Bisognerà imparare a farci i conti, sia che si tratti di cinema contro la guerra, sia nel caso di film di propaganda più o meno mascherata a favore della guerra. Naturalmente il luogo della vita dell’uomo – lo spazio urbano – è assunto come simbolo doloroso della violenza malefica. I punti da considerare, nell’ordine, saranno pertanto i seguenti: a. Cinema e Guerra: il genere, lo spettacolo, il fascino del Negativo (il Male), la proiezione catartica; b. La banalizzazione della morte; c. La Capitale Auschwitz è ancora in piedi.

Sarà, allora, chiaro a tutti: la guerra nella città è la fine dell'umanità, è la fine della civiltà. L'arte, la letteratura, il cinema hanno il compito di non nascondere nulla, il nostro compito, sarà quello di ascoltare, guardare e a nostra volta di riflettere, testimoniare, per saper dire di no.

ILIOUPERSIS. IL CIELO È ROSSO
UNIVERSITÀ CA' FOSCARI VENEZIA
COMUNE DI VITTORIO VENETO
MUSEO DELLA BATTAGLIA - SAN PAOLETO - TEATRO LORENZO DA PONTE

a cura di

Alberto Camerotto (Università Ca' Foscari Venezia),

Mario Lentano (Università di Siena), Valeria Melis (Università di Cagliari)

Laboratorio di Ricerca Aletheia Ca' Foscari Venezia:

Katia Barbaresco, Federico Tanozzi, Luca Beltramini

Direzione di Aletheia Ca' Foscari a Vittorio Veneto: Enrico Chies, Federica Leandro

 

VITTORIO VENETO

Comune di Vittorio Veneto - Assessorato alla Cultura: Antonella Uliana

Museo della Battaglia: Stefano Gambarotto

Esposizioni: Stefano Pillon

 

 

LABORATORIO DIDATTICO

La violenza della guerra e la caduta della città con i Licei Classici:

Liceo Flaminio Vittorio Veneto, Liceo Marconi Conegliano, Liceo Tiziano Belluno,

Liceo Leopardi Pordenone, Liceo Berto Mogliano Veneto, Liceo Montale San Donà di Piave, Liceo Franchetti Mestre, Liceo Marco Polo Venezia.

 

con la collaborazione e il sostegno di

BANCA PREALPI SANBIAGIO

USR VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA

 

INFORMAZIONI

http://www.unive.it/classicicontro

http://virgo.unive.it/flgreca/Ilioupersis2022VittorioVeneto.htm

 

CONTATTI

Alberto Camerotto

Lingua e Letteratura Greca

Dipartimento di Studi Umanistici

UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI VENEZIA

Palazzo Marcorà - Dorsoduro 3484/D

I - 30123 Venezia

mail: alcam@unive.it

cell. 3493879551