Giancarlo Gentilini al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto per la presentazione del libro del padre Antonio, combattente della Grande Guerra

Il primo volume della nuova collana storica intitolata «I Libri del Museo della Battaglia» sarà presentato il prossimo 24 settembre, alle ore 17.30, presso l’Aula Civica del museo vittoriese.

Si intitola «Antonio Gentilini. Storia di un artigliere» e raccoglie le memorie del padre di Giancarlo Gentilini, già sindaco di Treviso, che fu combattente durante la Grande Guerra.  «Ringrazio Giancarlo per avere voluto donare il manoscritto alla città che diede i natali a suo padre - spiega il Sindaco di Vittorio Veneto Antonio Miatto - permettendoci così di inaugurare questa nuova iniziativa editoriale con l’opera di un uomo profondamente legato a questo territorio». La collana «I Libri del Museo delle Battaglia» nasce nel segno della collaborazione avviata lo scorso anno con la firma del Protocollo d’Intesa tra Comune di Vittorio Veneto, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Centro Studi Storico-Militari «Piero Pieri» perché, come dice l’Assessore alla Cultura Antonella Uliana «i musei oggi non sono più soltanto luoghi destinati alla conservazione del patrimonio storico e artistico ma anche centri di promozione della cultura e della ricerca. Proprio da questi intenti nasce la nuova collana editoriale il cui secondo titolo è già in cantiere». Antonio Gentilini fu allievo del liceo vittoriese «Marcantonio Flaminio». Artigliere sul fronte isontino e su quello del Grappa, rimase coinvolto nella grande ritirata che seguì la sconfitta di Caporetto. Il suo testo, vergato con una prosa ricercata che ne rispecchia gli studi classici, non è assimilabile alla tradizionale diaristica perché - oltre alla narrazione dei fatti nei quali il protagonista rimane coinvolto - presenta una marcata dimensione introspettiva dalla quale emergono le inquietudini del giovane Antonio Gentilini. Tale è, ad esempio, la sua profonda sofferenza per la condizione dei reduci della battaglia di Caporetto che, all’epoca, l’opinione pubblica guardava con malcelato disprezzo - considerandoli alla stregua di traditori - e dimenticando i sacrifici che quei combattenti avevano per anni dovuto sopportare al fronte. Antonio Gentilini dopo la guerra si trasferì a Treviso dove lavorò per molti anni in qualità di funzionario di banca. Raggiunta la pensione fece ritorno a Vittorio Veneto dove visse nella casa di famiglia a Serravalle, fino alla morte, avvenuta il 7 ottobre 1980.  Alla presentazione di venerdì prossimo interverranno il Sindaco Antonio Miatto, l’Assessore alla Cultura Antonella Uliana, Giancarlo Gentilini e i curatori del volume Franco Giuseppe Gobbato e Stefano Gambarotto. L’ingresso sarà possibile solo su prenotazione - nel rispetto delle regole anti-covid - telefonando allo 0438 57695.