Il Museo del Cenedese alla settimana della moda: la collezione “palindroma” di DALPAOS

Serravalle di recente è diventata set per lo sceneggiato tedesco “Eau de Vie”, ma queste non sono le uniche riprese realizzate ultimamente in questo fascinoso angolo di Vittorio Veneto.

Il Museo del Cenedese infatti, alla settimana della Moda di Milano, ha fatto da sfondo al digital show organizzato dalla casa di moda bellunese DALPAOS, che ha messo a contrasto la sua collezione moderna intitolata “Palindrome SS22” con le antiche stanze e le storiche ambientazioni del palazzo.

Fin dagli inizi della sua carriera Nicola D’Alpaos, stilista classe ’86, si è gettato a capofitto in un concetto di moda all’avanguardia ma sostenibile, tant’è vero che il suo primo progetto riguardava una capsule collection di magliette unisex create utilizzando tessuti di recupero.

Dopo 5 anni dalla fondazione di DALPAOS, l’ecologia continua ad essere un punto cardine del brand assieme alle sue iconiche silhouette allungate e morbide.

La collezione che è stata presentata al Museo del Cenedese, gioca sul concetto di opposti, non solo nel modo in cui è stata portata in scena ma anche nella sua stessa essenza. L’idea stessa del titolo evoca infatti più prospettive, come appunto il nome in codice SS22 che può essere letto in ambo i versi e anche sottosopra. Questo concetto palindromo riaffiora in abiti con un’anima futuristica che però non si allontana troppo al passato, creando una armonia distopica dove componenti apparentamene opposte possono invece coabitare in un unico stile.

L’inserimento nelle stampe di concetti leggibili anche alla rovescia come “eran i modi di dominare”, “ossesso” e “too hot to hoot” non fanno altro che marcare ulteriormente questo concetto, il quale regala una nuova e originale sfaccettatura al Made in Italy.  Le immagini che hanno raggiunto la capitale lombarda sono evidenti: modelli dal volto irriconoscibile che indossano indumenti dal taglio longilineo e dai colori vivaci spiccano di fronte ai dipinti caratteristici del Museo del Cenedese, lasciando così il segno di una collezione da non dimenticare.