Completati i lavori per la messa in sicurezza dello svincolo al casello autostradale di Vittorio Veneto Nord. Ormai prossimo anche il ripristino della circolazione resa difficoltosa dalle frane in Fadalto

Autostrade per l’Italia ha concluso i lavori di messa in sicurezza della viabilità relativa allo svincolo del casello di Vittorio Veneto Nord che, da anni, all’altezza dell’incrocio con la statale, era teatro di incidenti costati anche la vita ad alcuni utenti della strada.

«Esisteva un problema di visibilità che ora è stato risolto - spiega l’Assessore ai Trasporti Bruno Fasan. - Ho sperimentato di persona l’immissione nella statale e posso dire che adesso lo sguardo del guidatore può spaziare su tutta la lunghezza del rettilineo, cosa che prima non era possibile. Questo riduce di molto il rischio di incidenti ma, naturalmente, la prudenza da parte di chi è al volante rimane sempre la prima cosa. Voglio ringraziare Autostrade per l’Italia - ed in particolar modo l’ing. Roberto Pastore - per essersi fatti carico di un problema annoso e per l’attenzione posta nel risolverlo».

Nel frattempo proseguono anche i lavori sulla viabilità ordinaria per rimuovere i detriti che hanno invaso la sede stradale a causa delle frane scese di recente in Fadalto. «L’attività si fermerà la vigilia di Natale - continua Fasan - ma riprenderà il 27 e ci sono ottime chance di chiudere i cantieri entro il 29 dicembre. Sono stati rimossi fino ad oggi circa 10.000 metri cubi di detriti. Ad ANAS quindi, va reso il giusto merito per la solerzia posta nell’opera. In passato - conclude l’Assessore - eravamo abituati a tempi di risposta più lunghi per quel che riguarda i lavori stradali; questa volta posso dire con soddisfazione che si sono battuti tutti i record!»

In città sono stati completati anche gli interventi sulla scalinata del cimitero di Ceneda con il completo rifacimento della pavimentazione. Il maquillage natalizio di fine anno è proseguito anche con alcuni interventi sul patrimonio arboreo che hanno comportato - purtroppo - la necessità di abbattere otto pini marittimi divenuti ormai instabili e che potevano rappresentare un pericolo per persone e cose.