Il Comune premia Giovanni Carminati per il suo impegno nel sociale. Al via unriconoscimento per i vittoriesi meritevoli

Ci sono persone il cui impegno merita di essere portato ad esempio all’intera comunità. Una di queste è senza dubbio Giovanni Carminati che, per lunghi anni, ha svolto nel sociale un lavoro encomiabile sia al fianco dei Servizi alla persona del nostro Comune - per i quali, fra l’altro - ha prestato la propria opera come amministratore di sostegno, sia presso il Santuario di Sant’Augusta. Ieri alle 17.30, nella Sala di Rappresentanza del Municipio, l’Amministrazione cittadina ha voluto tributare a Giovanni Carminati il giusto riconoscimento, con la consegna di una targa per aver «dedicato la sua vita al bene delle persone e della città offrendo la sua esperienza il suo tempo e le sue competenze con altruismo tenacia e spirito di servizio». Vittorio Veneto dunque «lo ringrazia per quanto ha fatto, fa e farà e lo elegge modello di impegno e abnegazione per le nuove generazioni».

Alla cerimonia hanno presenziato il Sindaco Antonio Miatto e il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Santantonio e i membri della Giunta Municipale. Tutti hanno avuto parole di elogio e di grande stima per Carminati un uomo, come ha ricordato Monsignor Michele Favret, parroco di Sant’Andrea, «che rappresenta un esempio riuscito dello spirito vittoriese e serravallese in particolare, caratterizzato da grande tenacia e passione». «Oggi più che mai - ha aggiunto l’assessore alle Politiche Sociali Antonella Caldart, - Gianni Carminati incarna un bell'esempio di impegno sociale e civile che auspico divenga contagioso per tanti altri Cittadini, giovani e meno giovani, della nostra Città e Comunità». La benemerenza attribuita ieri a Giovanni Carminati non rimarrà comunque isolato. Come ha spiegato il sindaco Miatto «è infatti intenzione dell’Amministrazione istituire un riconoscimento da consegnare non solo ai cittadini che si segnaleranno per il loro impegno a favore della città ma che - con la propria azione - contribuiranno a darle lustro, distinguendosi come ‘’ambasciatori’’ di Vittorio Veneto, anche fuori dai suoi confini».