Nuove acquisizioni al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto

Nuove acquisizioni per il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto.
Lo scorso sabato mattina, nell’Aula Civica dell’Istituto, l’Assessore alla Cultura, Antonella Uliana e il Direttore Onorario, Luigi Marson, hanno ricevuto in dono dal cav. Alessandro Zotti di Formia (LT) un’importante testimonianza legata alla storia del primo conflitto mondiale.

Si tratta di un documento di grande interesse: il telegramma originale con il testo del Bollettino di guerra n. 1267 del 3 novembre 1918, inviato alle ore 19.00, a firma del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito, generale Armando Diaz, con cui veniva comunicata l’avvenuta occupazione di Trento e Trieste.

Il dono è stato reso possibile grazie all’interessamento di una nostra concittadina, la sig.ra Caterina Ossi.

Questa preziosa testimonianza sarà a breve esposta al Museo della Battaglia assieme ad un altro documento significativo, anch’esso di recente acquisizione: il dispaccio dell’Agenzia Stefani emesso il 2 novembre 1918 e recante la notizia della firma, siglata a Villa Giusti dai plenipotenziari italiani ed austro-ungarici, dell’armistizio che poneva fine ai combattimenti sul nostro fronte.

Il documento è stato donato dal Sig. Graziano Salvador di Mareno di Piave - su indicazione del col. Lorenzo Cadeddu - e si trova ora momentaneamente esposto nella Mostra sul Bollettino della Vittoria n. 1268 allestita presso la Chiesa di San Paolo al Piano del Museo e aperta fino al 26 gennaio 2020.

«È grazie alla sensibilità di persone come il cav. Zotti  e la sig.ra Ossi  -  ha commentato con orgoglio e soddisfazione l’Assessore Antonella Uliana - se il nostro Museo della Battaglia continua ad essere un luogo privilegiato per accogliere e ospitare sempre nuovi materiali storici utili alla comprensione di un evento traumatizzante quale fu la Prima Guerra Mondiale. Ed è sempre grazie a queste persone se esso riesce a riscuotere tanti apprezzamenti non solo per il suo innovativo allestimento ma anche per la ricchezza e la qualità dei reperti e dei documenti conservati. A loro va la nostra più sincera riconoscenza».