Raduno dei Lagunari: aeromobili in mostra statica e simulazioni di sbarco truppe. Il contributo dell’Esercito alla manifestazione che animerà Vittorio Veneto durante il prossimo fine settimana.

Il raduno dei Lagunari che il prossimo fine settimana animerà Vittorio Veneto vedrà in prima linea anche l’Esercito che sarà presente con uomini e mezzi. Il capitano Agostino Carleo comandante di compagnia presso il reggimento “Serenissima”, illustra così il contributo dei militari che - sostanzialmente - può essere diviso in due parti: “la prima sarà di tipo cerimoniale mentre la seconda avrà natura dimostrativo/addestrativa.

Nell’ambito della parte cerimoniale, l’Esercito contribuirà con la fanfara della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” e con una compagnia in armi proveniente dallo stesso reggimento “Serenissima”. Lungo Viale della Vittoria verrà allestito il Villaggio dei Lagunari ed in particolare uno stand con mezzi, materiali ed equipaggiamenti tra i quali spiccherà un battello pneumatico Zodiac F470, un barchino a chiglia rigida e un veicolo tattico leggero multiruolo blindato Lince. Per quanto riguarda invece la parte dimostrativo/addestrativa sarà l’Aviazione Leggera dell’Esercito a recitare la parte del leone con due mezzi; un elicottero AB 205 e un elicottero d’attacco AW 129. L’AB 205 trasporterà una squadra di fucilieri, sempre appartenenti al reggimento “Serenissima”, che effettueranno dall’aeromobile in volo di stazionamento una discesa lungo la fune”. Gli anglofoni la chiamano fast rope. Si tratta di una tecnica di infiltrazione di unità combattenti in territorio ostile. L’elicottero non prende terra ma resta fermo in aria - in "hovering" - mentre i soldati si calano al suolo con la sola forza delle braccia utilizzando una corda molto grossa e piuttosto rigida che in italiano viene chiamata “barbettone”. Il fast rope permette di far scendere a terra il personale da altezze fino a dieci metri in ambienti che, per le loro caratteristiche non consentono l’effettivo atterraggio di un elicottero. Non per nulla, la tecnica del fast rope vide la luce durante la guerra del Viet-Nam, per far fronte alla necessità di calare pattuglie esploranti nel bel mezzo della giungla e di evitare gli atterraggi in radure e spazi aperti certamente tenuti sotto controllo dal nemico. Riuscire a calare rapidamente al suolo gli uomini anche in luoghi che non consentono l’atterraggio permette di ridurre il rischio di essere subiti individuati anche quando si utilizza un mezzo rumoroso come l’elicottero. Proprio dal conflitto vietnamita arriva anche l’UH-1 Iroquois, comunemente detto Huey, reso celebre da tante pellicole cinematografiche e progenitore dell’AB-205, prodotto in Italia dalla Augusta (oggi Leonardo) su licenza della statunitense Bell che, dopo il momento del fast rope sosterà in mostra sabato al Victoria. L'Italia ha impiegato questo famoso elicottero in tutte le operazioni condotte all’estero nel recente passato: Namibia, Iraq, Somalia, Libano, Mozambico, Balcani e Afghanistan. In mostra statica accanto presso il Victoria, accanto all’AB-205, ci sarà poi un altro celeberrimo aeromobile, l’AW 129 elicottero d'attacco leggero noto con il soprannome di mangusta.