Sabato 11 agosto 2018. Una giornata di eventi: al via la mostra "Res Bellica". Concerto in onore degli eroi vittoriesi

Il calendario degli eventi legati al Centenario della Grande Guerra propone - per il prossimo sabato 11 agosto - due appuntamenti di sicuro interesse.

Alle 20.45 piazza Minucci farà da palcoscenico all’esibizione dei Solisti di Radio Veneto Uno. L’ensemble trevigiana presenterà un ricco programma con brani di autori quali Paganini, Vivaldi ed Handel. Il concerto è dedicato alla memoria dei vittoriesi protagonisti del primo conflitto mondiale, eroi come Alessandro Tandura, medaglia d’oro al valor militare, onorato nel centenario del suo epico lancio notturno che effettuò oltre le linee nemiche nella notte tra l’8 e il 9 agosto 2018, il primo nella storia militare ad essere stato compiuto durante un’azione di guerra.

Particolarmente atteso alla prova dai suoi concittadini è il giovane violinista vittoriese Emanuele Bastanzetti, interprete dotato di un talento fuori dal comune che - nonostante la giovane età - gli ha permesso di costruirsi una solida fama che travalica ormai i confini nazionali.

            Nel pomeriggio, l’atrio del Museo del Cenedese ospiterà invece la cerimonia di presentazione della mostra storica dedicata al conflitto mondiale ed intitolata “Res Bellica. La prima guerra totale del XX secolo”. L’evento inizierà alle 17.30 e sarà anch’esso caratterizzato da un momento musicale che vedrà protagonista Francesca Naibo, chitarrista vittoriese e docente presso la Musikschule Werdenberg (Buchs SG) e presso la School78 a Zurigo. Il taglio del nastro e l’inaugurazione della mostra sono previsti alle 18.00 presso l’attiguo Palazzo Todesco sede dell’esposizione. “Res Bellica” racconta i fenomeni sociali e culturali che resero possibile lo scoppio del primo conflitto mondiale, il ruolo del progresso tecnologico e delle tattiche di combattimento nella condotta delle operazioni, i cambiamenti che la guerra innescò nelle società del vecchio continente e le illusioni di un’Europa che corse con gioia incontro alla morte, immaginando l’imminente carneficina come una grande avventura romantica destinata a concludersi in poche settimane al pari delle antiche guerre dinastiche, brevi e manovrate, che avevano infiammato i campi di battaglia dell’Ottocento.