Itinerario 5
Una passeggiata collinare nel verde

Inizia dalla scalinata di S. Augusta, dietro il Duomo di Serravalle, una passeggiata collinare nel verde, con prospettive e paesaggi suggestivi; dopo un primo tratto in salita la seconda parte segue un dolce ed invitante declivio fino alla chiesa di S. Andrea.
Le monumentali rampe salgono di fianco ai resti della terza cerchia muraria fortificata della città che giungevano in vetta al colle, alla Turris Nigra la cui base è ancora visibile.
Itinerario tra fede e leggenda: il santuario (secolo XV), le cui origini si perdono nell'età barbarica, e le sette cappelle che si incontrano lungo la via di accesso (secolo XVII) furono erette per sciogliere un voto fatto alla Santa che preservò la città dalla peste nel 1630: Augusta è una Santa della tradizione Cristiana locale.
Si dice fosse figlia del re goto Matrucco, che ne ostacolava la fede e che la martirizzò con la ruota le tenaglie ed il fuoco.
Simboli del suo martirio sono presenti nelle tante effigi.
Saliamo quindi, con calma; dopo la gradinata, il sentiero penetra nel verde ove sono frequenti gli alberi spinosi del pomo degli Osagi Maclura Auranhaca con frutti non commestibili simili ad arance.
E' una pianta rara nella nostra zona: la sua presenza può darci un'idea dell'intenso rimboschimento del monte Marcantone che dal medioevo sino al secolo scorso doveva essere molto più spoglio.
A metà salita si giunge al luogo ove, secondo la tradizione, Santa Augusta, sorpresa dal padre, trasformò il pane, che portava ai poveri cristiani del borgo sottostante, in fiori.
Al termine della salita si passa sotto la torre difensiva recentemente restaurata.
Un momento di sosta per osservare il paesaggio, ed eccoci ad affrontare la serie di ripidi gradini che ci porta, a 350 metri di altezza, sul sagrato del Santuario.
Lo spiazzo che circonda la chiesa da un'atmosfera di pace.
Migliore conclusione non potrebbe avere l'alta via dei silenzi (Alta via delle Dolomiti n° 6) che, partendo da Sappada, alle sorgenti del Piave, termina qui.
Volgendo lo sguardo è possibile riconoscere luoghi, costruzioni, monumenti della città e della pianura che si estende fino alla laguna di Venezia.
Nel Santuario a destra troviamo la cappella, affrescata da Giovanni Antonio da Meschio (XV secolo), e l'altare con le reliquie della Santa, rinvenute nel 1450; la chiesa conserva concrete testimonianze della secolare devozione popolare.
Per scendere si può ripercorrere un breve tratto sino alla cappella di San Lorenzo e anziché seguire la curva della strada, proseguire diritti per un sentiero digradante, sovrastato dalla incombente parete calcarea del monte Marcantone; si percorrono, tra la vegetazione spontanea e poi tra i vigneti, via Sassi e via Vinera.
Si arriva così nella piazza della Pieve di Sant'Andrea di Bigonzo, chiesa matrice di Serravalle, costruzione dei primi secoli cristiani e rifatta nel XIV secolo: al suo interno l'atmosfera è suggestiva, carica del misticismo medioevale.
Vi si ammirano affreschi del XV e XVI secolo di grande valore che ricoprono le pareti. (vedi primo itinerario)