Itinerario 4
I luoghi serravallesi più caratteristici e ricchi di storia

Questo percorso consente in poco più di due ore di visitare i luoghi serravallesi più caratteristici e ricchi di storia.
Partiamo dalla Chiesa di Santa Giustina, presso Porta Cadere, a Nord della città: ce la troviamo di fronte superando il "ponte delle moneghe".
Di origine antichissima fu chiesa monastica e cappella gentilizia dei Caminesi.
Ricostruita nel 1226 per volontà di Gabriele da Camino, come ci ricorda l'iscrizione sulla lunetta, posta in alto a sinistra, nell'ingresso, l'attuale struttura è frutto di rimaneggiamenti seicenteschi.
Entriamo e, sulla sinistra, ci colpisce subito lo splendido monumento funebre di Rizzardo VI, l'ultimo dei Caminesi di Sopra.
L'arca, opera di abili scalpellini, rappresenta un importante esempio di scultura trecentesca.
La chiesa, inoltre, custodisce le spoglie del grande poeta serravallese Guido Casoni (1561-1642).
Da S. Giustina ci si porta alla Chiesa di San Giovanni Battista attraversando la statale e percorrendo via Caprera, anticamente unica e trafficata via di accesso alla città, oggi gradevole passeggiata che ci accompagna nei luoghi storicamente più importanti di Serravalle.
Di impianto trecentesco, l'edificio fu ristrutturato e si arricchì di pregevoli opere d'arte durante il secolo d'oro della città (1450-1550).
La chiesa fu luogo di sepoltura delle più illustri famiglie serravallesi che ne abbellirono, affrescandole, le rispettive cappelle: la cappella Galletti, ad opera di un ignoto autore del '400 e la cappella Sanfiori decorata da Antonio Zago (1490).
L'annesso convento custodisce un semplice ed austero chiostro.
Si procede per l'acciottolata via Roma, dominata dalla rocca del Castrum, per secoli luogo di difesa, quindi residenza dei Da Camino di Sopra poi, dal 1337, sede dei podestà veneziani.
Oltrepassata Porta San Giovanni, gli antichi palazzi nobiliari accompagnano il percorso del visitatore sino a Piazza Marcantonio Flaminio, cuore della vita cittadina, impreziosita dal magnifico palazzo della Comunità (1462-1476), attuale sede del Museo del Cenedese.
Sulla facciata, affrescata da Dario da Treviso, sono inseriti numerosi stemmi dei podestà veneziani.

La torre campanaria offre la particolarità di avere due quadranti. Quello inferiore (secolo XIV), riscoperto solo di recente, esemplare pregevole e vera rarità in Italia, riporta, con impostazione boema, tutte le 24 ore in cifre arabe.
Attraversiamo la piazza ed entriamo nel Duomo ricostruito da Angelo Schiavi da Tolmezzo nel XVIII secolo.
La pala dell'altar maggiore è opera del Tiziano e raffigura la "Madonna con il Bambino in gloria ed i Santi Pietro e Andrea" (1542-1547).
Dalla piazza si diramano alcuni interessanti percorsi: su via Martiri della Libertà, l'antica Calgranda, e su via Casoni si affacciano importanti palazzi con affreschi ancora parzialmente visibili; via Piai segue la terza cinta muraria ed un tempo attraversava il ghetto ebraico; in via dei Battuti si possono notare le opere di contenimento del Meschio del XVI secolo ed i giardini dei palazzi prospicienti il fiume.
Tutte queste strade confluiscono in piazza Tiziano Vecellio, presso porta San Lorenzo, affiancata dall'oratorio dei Santi Lorenzo e Marco, voluto dalla Confraternita dei Battuti, con affreschi quattrocenteschi.