Città di Vittorio Veneto (TV)

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[dallo Statuto comunale]


Vittorio Veneto nasce dall'unione tra Ceneda e Serravalle, avvenuta nel 1866.

Ceneda, il centro più antico, le cui origini risalgono ai primi secoli dell'era Volgare, è sita in una terra abitata fin dai tempi romani.

Sede, nel settimo secolo, di un ducato longobardo, centro dall'ottavo di una diocesi il cui territorio si estende tra Piave e Livenza, Ceneda vive le vicende della storia veneta del Medioevo sotto il governo dei suoi vescovi, entro l'orizzonte politico e culturale della repubblica di Venezia.

Serravalle, la cui identità si precisa fin dal secolo XII, è data in feudo dal vescovo Rampone ai Procuratori di San Marco il 12 ottobre 1337.

Hanno iniziato così due storie parallele - quella di Ceneda Vescovile e indipendente e quella di Serravalle più marcatamente municipale e soggetta a Venezia - nel corso delle quali le due comunità partecipano con alterna fortuna alle vicende della storia veneta e italiana, realizzando tra di loro rapporti non di rado conflittuali.

Documento di tali diversità sono anche gli Statuti: mentre quelli di Ceneda, del 1339, del 1476-1486, del 1609, ne regolano l'ordinamento indipendente, gli Statuti di Serravalle del 1603, che sostituiscono gli antichi andati distrutti, fanno capo all'autorità della Repubblica Veneta.
Nel 1772, privato il vescovo del potere temporale, anche Ceneda deve adottare lo Statuto approvato da Venezia.

Dalla Caduta della Serenissima ha inizio il processo di riavvicinamento delle due Comunità, processo che si conclude il 27 settembre 1866, quando le due città si fondono in una, che assumerà, il 22 novembre successivo, il nome di Vittorio, in omaggio al re dell'Unità d'Italia, Vittorio Emanuele II. E gli statuti di fusione riportano l'impegno, per l'Amministrazione del nuovo Comune, di far redigere "un regolare tipo planimetrico della contrada e piazzale che dovranno sorgere" nel nuovo centro cittadino.

Negli ultimi giorni della prima guerra mondiale, dopo l'anno atroce dell'invasione, vissuto da Vittorio con un "contegno nobile e fiero", che fu premiato con la Croce al Merito di Guerra, i vittoriesi accolgono esultanti l'esercito italiano liberatore: e la liberazione di Vittorio rappresenta per l'Italia la vittoria finale e la pace. La città entra così nella storia d'Italia, dove è ricordata col nome di Vittorio Veneto, assunto, per ricordare il fausto evento, il 22 luglio 1923.

Nel 1943 - 1945, al chiudersi dei tempi oscuri della tirannide, i vittoriesi partecipano con eroico slancio alla lotta di liberazione, meritando al gonfalone della loro città la medaglia d'oro al valor militare.

Negli anni della democrazia, Vittorio Veneto dà il suo contributo alla ricostruzione dell'Italia, e percorre con convinto impegno la via del suo progresso economico, civile, culturale, partecipando della crescita e dello sviluppo dell'intera comunità nazionale.
 

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