Fondazione "Minuccio Minucci"

Nel sontuoso Palazzo Minucci - De Carlo (fine XVI secolo), ha sede la Fondazione. La cinquecentesca dimora espone in facciata lo stemma dei Wittelsbach, duchi di Baviera e Principi di Palatinato, sormontato dal berretto dei Grandi Elettori di Germania, ivi voluto dal diplomatico della Santa Sede Minuccio Minucci, arcivescovo di Zara, a ricordo dell'amicizia che lo legava alla casata tedesca.
La Fondazione è stata istituita per espresso lascito testamentario del Comm. Giacomo Camillo De Carlo, morto a Serravalle il 28 marzo 1968, il quale ha voluto che essa fosse costituita nel palazzo Minucci con tutto l'arredamento ivi contenuto e l'eclettica collezione artistica radunata nel corso della sua avventurosa vita per "dare a quelli che verranno il senso del come si sia amato, sofferto, concepito etica ed estetica, nella nostra epoca".
Patriota, agente segreto, viveur, il De Carlo ha attraversato l'intero novecento italiano, vestendone con coerenza le continue contraddizioni ed i miti di un'estetica "dannunziana", di cui ha voluto nella Fondazione lasciarcene tangibile, respirabile testimonianza. Medaglia d'oro della Grande Guerra, Medaglia d'argento della Guerra di Spagna, Podestà di Vittorio Veneto, riorganizzatore delle F.A. Italiane nella Seconda guerra mondiale, egli fece dei viaggi e della frequentazione degli ambienti diplomatici in genere uno stile di vita per cui operò fino alla morte. Minuccio Minucci diplomatico della Santa Sede, incaricato della Segreteria di Stato Vaticana per la Germania (1591-1596) con i Papi Innocenzo IX e Clemente VIII, Arcivescovo di Zara dal 1595 al 1603, nacque a Serravalle il 17 gennaio 1551 e morì a Monaco di Baviera, dove è sepolto, il 7 marzo 1604. Egli fece costruire, per il tramite del fratello Giovanni, cui spedì "il modello", il palazzo Minucci ove ha sede la Fondazione, sul finire del secolo XVI.
Nel palazzo è offerta al visitatore la possibilità di accedere agli ambienti, pervasi da un clima di eclettico decadentismo novecentesco, ricchi di tappeti persiani e caucasici, giade, dipinti, suppellettili d'oro e d'argento, ceramiche pregiate e mobili negli stili più disparati ordinati secondo un percorso modulato sul colore come espressione visibile delle interne emozioni.