I rifiuti si classificano essenzialmente in due tipologie: riciclabile e non riciclabile. Alla prima fanno parte tutti quei rifiuti che possono essere reimpiegati per rigenerare lo stesso materiale o altri. Al secondo tipo fanno parte tutti gli altri rifiuti.
Sono rifiuti riciclabili (solo a titolo di esempio, per un elenco più completo vedere la sezione [cassonetti]):
- il vetro
- la carta
- la plastica
- l'alluminio e il ferro
- gli avanzi di cibo e in generale i rifiuti detti "umido"
- fiori e fogliame
Non sono riciclabili (solo a titolo di esempio, per un elenco più completo vedere la sezione [cassonetti]):
- pannolini, assorbenti, calze in naylon e stracci
- siringhe
- giocattoli in plastica e gomma
- piatti, posate e bicchieri in plastica
- penne in plastica, vasi e oggetti in ceramica e terracotta
Per la parte "umido", dal 1 gennaio 2003 è possibile richiedere una riduzione del 20% dalla parte variabile della tariffa per la raccolta dei rifiuti per che effettua in proprio il compostaggio: significa riciclare il proprio rifiuto umido in una apposita piccola campana, chiamata composter, da acquistare e installare a cura dei cittadini nella propria proprietà. Dal compostaggio dell'umido si ottiene un materiale utilissimo come concime per fiori, piante e orti. Ovviamente chi si avvallerà di questa opportunità non dovrà più conferire la frazione di umido nel servizio pubblico.